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la manifestazione 

Domani la protesta a Firenze «Troppi danni dalle chiusure»

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massa. «Fateci riaprire. O riapriamo da soli». È questo lo slogan scelto da Confcommercio Toscana per lanciare la grande manifestazione di protesta in programma domani a Firenze, con ritrovo alle 11 in via Cavour davanti al palazzo della prefettura. Una giornata che abbraccia tutto il mondo delle imprese del terziario – commercio, turismo, servizi –, alla quale prenderà parte naturalmente anche il sistema di Confcommercio province di Lucca e Massa Carrara, assieme ai propri iscritti.

«Nel corso di questo anno – commentano il presidente e il direttore di Confcommercio Lucca Massa Carrara, Rodolfo Pasquini e Sara Giovannini – il governo ha imposto una serie di protocolli anti contagio ai quali i nostri imprenditori si sono adeguati alla virgola con impegno, senso di responsabilità, massima attenzione nei confronti dell’emergenza pandemica e, dettaglio non certo trascurabile, notevoli aggravi di costi dal punto di vista economico. Un percorso che ha consentito alle nostre attività di farsi trovare pronte, adeguate e a norma per poter lavorare e continuare a offrire i propri servizi e prodotti in piena sicurezza. Per loro stessi, per i dipendenti e per la clientela».

A fronte di questo impegno e di enormi sacrifici, proseguono Pasquini e Giovannini, «la risposta del governo è stata quella di dar vita a una serie a catena di scelte incomprensibili e spesso in contraddizione fra loro. E, cosa ben peggiore, penalizzanti per il mondo degli imprenditori. Basti pensare ai continui cambi di colore delle regioni e ai conseguenti stop & go per molti tipi di attività, costrette a rimbalzare fra aperture e chiusure, a volte con solo 24 o 36 ore di preavviso, che impediscono qualsiasi tipo di programmazione».

«A causa di tutto questo – si legge in una nota della categoria – questi mesi hanno alimentari un senso di preoccupazione, rabbia, frustrazione ed esasperazione fra i nostri imprenditori che non è più tollerabile. I nostri imprenditori devono tornare a poter lavorare. E da subito. Si sente parlare del 2 giugno come possibile data per una riapertura generale. Lo diciamo a chiare lettere: è inconcepibile pensare ad un’attesa ancora così lunga. Noi proponiamo invece la data del primo maggio, festa del lavoro. Sarebbe bello celebrarla quest’anno riportando i nostri imprenditori al lavoro». —

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