Sicurezza
La Liberazione continua a dividere E scoppia il caso della stele del partigiano
La minoranza celebra la ricorrenza di fatto in autonomia rispetto al Comune. Ma a far discutere è il monumento a Minuto
Ivan Zambelli
massa. La celebrazione della liberazione di Massa doveva essere un momento di unità, e invece ha ulteriormente diviso. La giornata, apertasi con la deposizione di corone di fiori ai principali monumenti della Resistenza, è culminata nel consiglio comunale solenne a cui hanno partecipato, oltre a sindaco e consiglieri, il presidente della provincia Gianni Lorenzetti, la sottosegretaria Deborah Bergamini, il senatore Massimo Mallegni, rappresentanti di associazioni e studenti delle scuole. All’inizio della seduta si sono palesate diverse assenze. Oltre ad alcuni relatori, che non hanno partecipato per non meglio precisati “problemi tecnici” , mancavano i consiglieri di minoranza. Alcuni si sono presentati per l’inno e poi sono usciti; altri invece neanche questo. Non che sia una novità l’aperta polemica con il presidente Benedetti e la maggioranza in merito all’organizzazione di queste ricorrenze. Le minoranze si sono fatte anzi una celebrazione a sé, prima a Marina di Massa al monumento dei caduti, e dopo in piazza IV novembre. Pensare che l’invito all’unità in questa ricorrenza era l’augurio di Benedetti: «Auspico che la lotta di liberazione sia intesa, da tutti, come un momento di unione e non di divisione». Ma assenze a parte, gli interventi a seguire si sono tenuti piuttosto sul valore della memoria, episodi e personaggi, gli insegnamenti tramandati e da cui bisogna ancora oggi attingere. Sul dovere della memoria è arrivata la proposta della sottosegretaria Bergamini, da presentare poi al ministro Franceschini nell’ambito del Recovery plan, per l’ulteriore valorizzazione dei luoghi, sentieri e dei musei della Memoria, e di nuove attività e percorsi.
Omaggiando le vittime dell’occupazione, il sindaco Persiani ha ricordato anche le oltre 500 vittime in provincia da inizio pandemia, soffermandosi sulla necessità di non perdere mai di vista quanto ci è stato tramandato, difendendo quei valori ripudiando l’intolleranza, l’odio, la discriminazione. Sui valori sempiterni della Resistenza si è espresso anche il presidente Lorenzetti, ricordando che sebbene quella parola abbia assunto un significato diverso, i valori sono sempre gli stessi, e devono aiutare, oggi come allora, a non abbattersi, ad avere fiducia nell’avvenire; a resistere, insomma. La seduta è poi proseguita con gli altri partecipanti, con gli studenti che hanno omaggiato alcuni dei caduti nella lotta di liberazione. L’inizio degli attriti però, a metà e in chiusura del consiglio, si sono presentati in due occasioni, quando Elena Cordoni, presidente Anpi, e Giuliano Minuto, fratello del partigiano, hanno ribadito la richiesta al sindaco di un incontro per discutere sulle sorti della stele dedicata a Minuto nella nuova piazza IV novembre. Sul momento date le circostanze non è arrivata risposta, ma era ovvio che la giornata, viste le assenze e l’inaspettata richiesta, si sarebbe trasformata di li a poco in un ennesimo motivo di scontro. —
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