Il Tirreno

la vertenza 

Imm, manca all’appello il piano di risanamento

Luca Barbieri
Imm, manca all’appello il piano di risanamento

I lavoratori sono in attesa di risposte ormai da mesi, intanto pende sulla testa della società lo spettro della liquidazione

2 MINUTI DI LETTURA





Luca Barbieri

CARRARA. In attesa del piano di risanamento – che finalmente dovrebbe essere pronto –, il polo fieristico è in “cerca di autore” con i lavoratori che da tempo chiedono risposte. Senza fiere da oltre un anno (se non quella diffusa, la White Carrara Downtown), lo sport come soluzione all’orizzonte (come scriviamo a parte in dettaglio) e il presente scandito dalle risposte all’emergenza sanitaria (leggi tracciamento e vaccini): questo lo scenario di Imm-CarraraFiere oggi. Indubbie potenzialità, ma anche tanti nodi irrisolti, a partire dal bilancio del 2019 non ancora approvato. E così il grande complesso fieristico è in attesa del piano di risanamento redatto da quello che è, da settembre 2020, l’amministratore unico: Francesco Amedoro, fiorentino, scelto dalla Regione Toscana (con 36, 4% il socio più importante con il Comune che ha il 40, 8%) nella scorsa “calda” estate con molti tavoli tra soci, vertici e sigle sindacali. Un piano in cui è inserito nero su bianco il futuro di Imm, dei suoi lavoratori, e che dovrebbe essere pronto dopo mesi, anche se ancora a quanto sembra al vaglio dei soci. Un testo che – prendendo in prestito le parole del bilancio previsionale approvato dal Municipio – rappresenta «una analisi societaria con l’obiettivo di verificare se esistono ancora le condizioni di continuità aziendale per proseguire l’attività o se invece non resta altra possibilità della messa in liquidazione». Uno spettro da scongiurare, quest’ultimo, come ci diceva in coda al 2020 anche l’assessore regionale Leonardo Marras: «La situazione è grave. Noi dobbiamo approvare il bilancio d’esercizio del 2019 per garantire continuità, per permetterci poi di lavorare con una premessa: evitare in tutti modi la liquidazione e profilare, come fatto ad Arezzo, un futuro. Il nostro interesse è concentrato su Carrara». Nel frattempo, nell’ultimo anno, come detto, il complesso fieristico è stato destinato in parte allo sport, poi come hub vaccinale nelle ultime settimane (e anche per il tracciamento da novembre scorso); sullo sfondo una serie di fiere che, a causa della pandemia, hanno “salutato” con un arrivederci a data da destinarsi. Poi alcune ipotesi: quella circolata di un subentro più sostanzioso del mondo industriale del lapideo (con tanto di show-room); ma anche quella di un acquisto da parte della Regione della palazzina uffici. Regione dalla quale nel frattempo, tramite bando ad hoc, sono arrivati poco più di 300mila euro per la fiera. –

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Finanza

Pisa, sequestrati oltre 118mila prodotti falsi: dalle carte da gioco alle griffe della moda - Valore 650mila euro

di Redazione Pisa