Sicurezza
«Ci hanno illuso per ben 12 mesi, sindaco inadeguato»
Il crollo del ponte di Albiano: l’opposizione all’attacco dell’amministrazione e del comitato “No rampe”
AULLA. Parlano senza mezzi termini di una “farsa durata un anno” i cinque consiglieri comunali di opposizione. Ed è ancora il ponte crollato ad Albiano Magra, o meglio la situazione di semi isolamento che patiscono i cittadini della più popolosa frazione aullese, ad agitare le acque.
Maria Grazia Lombardi, Monja Brunelli, Filippo Coppelli, Silvia Magnani e Arturo Andrea Demetrio mettono sul banco degli imputati il sindaco di Aulla, Roberto Valettini, accusandolo di «inadeguatezza amministrativa, di fronte alla quale non sono servite le millantate conoscenze politiche, di cui si è sempre vantato, a tal punto da diventare un cerimoniere nel teatrino Giani-De Micheli. Mai tanta umiliazione ha colpito il nostro Comune. Ed in mezzo? Una popolazione stremata e delusa. Cittadini illusi, ai quali è sempre stata raccontata una sola storia, quella delle rampe, e di fronte ai quali è stato messo in negativo un ponte provvisorio di cui non si sono trovati documenti che ne attestino la non adeguatezza».
Le minoranze consiliari chiamano in causa anche il vice sindaco Roberto Cipriani: «In tutto questo che fa? Viaggia a vista: un po’ di qui e un po’ di là, tanto da perdere l’orientamento, al punto che registra e si invia videomessaggi; parla con la voce di Italia Viva, omettendo il sindaco Valettini e dimenticando il suo silenzio in consiglio comunale. Ed ora? Porta al prefetto le chiavi del suo fallimento politico. Il tutto mentre l’assessore Giada Moretti è troppo impegnata nella carriera politica personale per posizionarsi contro i piddini apicali, che hanno visto nella tragedia del ponte lo spazio ideale per le loro campagne elettorali, sottovalutando, però, la capacità degli elettori albianesi, che hanno risposto con sole 65 preferenze sul nome Bugliani».
Non sfugge agli strali dei cinque neppure Walter Moretti, leader dei No Rampe: «Speriamo solo che il suo megafono intermittente non si faccia di nuovo silenziare» tuonano riferendosi ai confronti avuti con il sindaco e ricordando «le promesse di una risoluzione immediata che tutti ancora ricordano in una speciale notte di luglio, nel giardino della Croce Rossa, quando il primo cittadino, nella sua solita falsa partecipazione popolare, urgeva la scelta coatta nelle mirabili, veloci, poco costose rampe. Ora che dire della catasta di carta contenente annunci e proclami? Che dire di un sindaco che assicura la fine dei lavori, con taglio di nastro, per marzo 2022, ma che non è ancora stato capace di salvaguardare l’inizio dei lavori, previsto e annunciato da lui stesso per il 25 marzo scorso?». —
Gianluca Uberti
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