Sicurezza
Il Comitato Politeama: «Adesso mettete in sicurezza il palazzo»
carrara. «Niente atti “super”, basterebbe una normale amministrazione...». È questo il concetto che arriva dal Comitato per la difesa del Politeama sul futuro del palazzo di piazza Matteotti. Si «lascia intendere – scrivono a riguardo della perizia di cui Il Tirreno ha scritto nell'edizione di ieri – che per il Politeama non esistano perizie “normali” richieste da un giudice, dato che quella dell'ingegner Raffaello Bartelletti fu commissionata dalla Caprice assieme all'amministrazione comunale a guida Angelo Zubbani, e che ogni attore coinvolto nella vicenda ne ha prodotte di proprie; ma questo non è vero, perché proprio a seguito delle dettagliate perizie dell'ingegner Morello Morelli e del professore Daniele Ferretti, richiesta dal tribunale nel 2008, che si arrivò allo stato di chiusura attuale. Per fortuna, ci viene da dire, perché all'epoca c’era anche chi sosteneva che le attività commerciali avrebbero potuto restare aperte, e così il crollo del 2011 avrebbe avuto altre conseguenze», ricostruiscono. E aggiungono: «Il problema semmai è da ricercare nella mancanza di un’attestazione di messa in sicurezza definitiva o di un certificato di corretta messa in opera di quanto necessario a garantirla (puntelli e consolidamento dei pilastri) che a quanto ci risulta non esiste, dato che nessuno si è preso la responsabilità di firmarlo. Come mai? Probabilmente perché il palazzo non è in sicurezza e questo lo sosteniamo da allora a vari livelli e nessuno per adesso ci ha mai smentito, quindi la situazione statica dell'edificio è ancora quella che la perizia “normale” commissionata dal tribunale all'epoca aveva valutato».
La “super urgenza”, secondo il comitato è dunque la messa in sicurezza «anche perché il sequestro non intralcia quel tipo di interventi e quelli di recupero che nel tempo si sarebbero potuti portare avanti». E a ribadire che “basterebbe una normale amministrazione” ricordano come «sulla manutenzione dei puntelli ci fu un contenzioso condominiale su chi dovesse pagare, che ha fatto sì che i puntelli non venissero più monitorati: a oggi ci risulta che la Caprice abbia rilevato i puntelli dalla ditta Peri che li installò; spetterebbe a loro informarci sullo stato dell'arte della sicurezza». —L.B.
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