Sicurezza
Sacchi, detriti e fusti d’olio Miseglia è una discarica E ci sono alberi pericolanti
Dopo l’arrivo dei cassonetti intelligenti in centro città ci sono “furbetti” che scaricano i rifiuti all’ingresso del paese
carrara. A Miseglia bassa nel quartiere popolare il Tirreno era già stato lo scorso anno per documentare i problemi della frazione. Ci siamo tornati e non è cambiato nulla. Anzi. Restano le polveri sottili, gli alberi da mettere in sicurezza, la discarica all’inizio del paese, i canali di scolo ostruiti, la mancanza di arredi. Con due novità: fusti di olio esausto (o, forse, altro materiale) abbandonati a bordo strada e il via vai di cittadini, che da Carrara a seguito dell’introduzione dei bidoni intelligenti portano l’immondizia nella frazione.
La signora Simonetta Musetti e il marito Angelo Biggi davanti ai bidoni ci abitano: «Non ne possiamo più – dicono – con tutto il posto che c’è perché proprio davanti a casa nostra? Chiediamo a Nausicaa di metterli altrove perché la situazione è fuori controllo. Da quando a Carrara hanno messo i bidoni con la tessera – precisano – è diventato un via vai di macchine che arrivano e scaricano di tutto. C’è gente che viene a trovare i parenti e si porta la spazzatura da casa. Molti gettano i sacchi per terra e si sta riempiendo di topi, Non possiamo fare i guardiani e litigare con le persone. Li devono spostare. Senza contare che all'inizio del paese nello spazio per i residenti ci portano di tutto - lo scorso anno aggiungiamo noi, anche pacchi di eternit».
Sul problema insiste Alfieri Tonelli: «Questa mi sembra una violenza – dice – non è normale che i bidoni debbano stare davanti alla casa della signora Simonetta. C'è gente che viene da Carrara, li ho visti più di una volta. Ieri è arrivata una signora con una Renault e ha scaricato due sacchi neri grandi. I bidoni vanno spostati non è giusto che ci sia questo degrado davanti alla casa di Simonetta. E poi ci sono tutti i fusti pieni di olio esausto, alcuni nascosti nella vegetazione ci sono da anni ma altri li hanno portati di recente. Io non so cosa ci sia dentro di preciso, davvero non mi metto ad aprirli, ma sono pericolosi per l’ambiente perché se si bucano il liquido penetra nel terreno. Non sappiamo cosa c’è all’interno. Possibile che nessuno li abbia mai visti?».
Verso la Madonnina ci sono Rita Ricci e Mario Ridolfi: «Abbiamo segnalato più e più volte la pericolosità del pino sopra l’edicola – raccontano – ma nessuno è mai venuto a potarlo. Dove è stato possibile siamo stati noi del paese a tagliare gli alberi e mettere la strada in sicurezza, soprattutto all’entrata del paese. I rami erano talmente bassi che battevano contro il pullman». E sugli alberi ha qualcosa da dire anche Angelo Biggi: «Se cade l’abete dove la Madonnina restiamo un mese al buio perché trancia la linea elettrica, in molti punti gli alberi si sono già intrecciati con i fili della corrente». Aggiunge Alfieri Tonelli: «La linea elettrica è a rischio ci sono troppi alberi che rischiano di cadere. Serve una pulizia straordinaria. Noi qualcosa abbiamo fatto ma non è nostro compito mettere la zona in sicurezza».
E poi c'è l’appello di Maruska Musetti: «In paese ci sono molti anziani e abbiamo delle panchine rotte, vorrei chiedere a qualche benefattore di donarcene qualcuna, in marmo sarebbe fantastico, così da consentire ai residenti di sedersi senza farsi male». —
Alessandra Poggi
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