Sicurezza
«I cittadini? Privati della possibilità di essere protagonisti»
I rappresentanti di Articolo Uno contestano le scelte su piazza della stazione
il dibattito
I rappresentanti massesi di Articolo Uno prendono posizione sulla progettazione e ricostruzione della Piazza della Stazione. Un intervento che, come altri, va nella direzione di cercare di rimediare in corsa a una situazione che sta diventando incandescente. E si parla del bando delle periferie, zona Stazione, Cervara e Variante Aurelia. A far discutere, in particolare è il taglio degli alberi. «Francamente sorprende l’assenza di cultura istituzionale di questo sindaco – si legge in una nota di Articolo Uno che punta il dito contro il primo cittadino di Massa – alieno ad una prassi democratica di partecipazione e condivisione che non comprende il cuore del problema, oltre l’aspetto ambientale ed urbanistico».
«Se la piazza costituisce il principale tema urbano, rispetto all’organizzazione della città e dunque il focus principale del sistema relazione che dà senso alla dimensione urbana – prosegue la nota – gli attori che ne sono protagonisti, debbono essere in qualche modo coinvolti nelle scelte. Nella Firenze rinascimentale il Brunelleschi, per fare la sua cupola dovette passare da un concorso di progettazione in cui tutta la città fu coinvolta e, quantomeno da allora , le scelte urbane significative, tranne che nei regimi autoritari, entrarono nel discorso pubblico nelle forme e nei modi propri di ogni tempo. Oggi il nostro sindaco, celando in tal modo un certo autoritarismo, ricorre al paternalismo: abbiate fiducia rassicurandoci che pianterà la salvia ed il rosmarino…. Comprendiamo la logica che si vuole introdurre – affermano i rappresentanti di Articolo Uno – , quella del codice civile, del” buon padre di famiglia” equilibrato dispensatore di virtù. Purtroppo per lui le istituzione democratiche sono altra cosa e un buon padre di famiglia si disvela solo come figura retorica che nasconde la logica di deprivare i cittadini del loro diritto di essere protagonisti, nei loro spazi e nel loro tempo. La nuova piazza sorgerà sulle macerie di un piccolo polmone verde, certo da mantenere e risistemare, ma perfettamente calato nella cultura ed identità cittadina. Ogni massese identificava quella piazza come sua, luogo di identità , al pari degli alberi tagliati. La nuova piazza, che certamente avrà degli estimatori si calerà in un contesto urbano cui risulterà estranea culturalmente e urbanisticamente . Un’ultima annotazione. Si concilia la nuova piazza con il bando delle periferie, con il risanamento dell’intera zona Stazione, Cervara di cui si è persa traccia? O meglio ancora con il progetto della Variante Aurelia? Intanto aspettiamo di vedere salvia e rosmarino prendere fioritura». —
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