Sicurezza
Stazionarie le condizioni di don Agnesini e don Nocchi
Il direttore dell’Ufficio liturgico, trattato con le monoclonali, si è messo in contatto domenica coi fedeli tramite facebook In intensiva don Nocchi
massa-carrara. Un breve saluto di Pasqua su Facebook, all’ora di pranzo di domenica. Così don Samuele Agnesini si è rimesso in contatto coi suoi fedeli dopo la notizia, data sempre attraverso il proprio profilo social, di essere stato trattato al Noa con anticorpi monoclonali e di essere stato dimesso nella notte di venerdì. Per il 38enne vicario della parrocchia di San Giuseppe, a Marina di Massa, si prospetta un lungo periodo di convalescenza.
Sempre in terapia intensiva, invece don Massimo Nocchi, vice parroco al Santuario dei Quercioli a Massa, da alcuni giorni ricoverato all’ospedale delle Apuane.
“Sono stato dimesso questa notte dal Pronto soccorso intorno a mezzanotte – scriveva sabato don Agnesini –. Mi hanno fatto gli anticorpi monoclonali intorno alle 20, 30 (il primo paziente al Noa a intraprendere questa cura anti Covid-19). Ho passato una notte difficile tra forti dolori e febbre a 40, non ho praticamente chiuso occhio. Ora ho febbre intorno ai 37 gradi e i dolori sono diminuiti, anche la respirazione è buona”.
Gli anticorpi monoclonali sono – per dirla in parole semplici – molecole biologiche in grado di riconoscere e neutralizzare un determinato antigene, in questo caso identificano e combattono il virus, gli impediscono di entrare nelle cellule e replicarsi rafforzandosi.
Don Agnesini è il primo paziente massese a essere trattato con le monoclonali. Nei prossimi giorni i medici che si occupano dell’assistenza a casa dei pazienti positivi lo visiteranno per verificare che le sue condizioni siano stabili. Sempre in intensiva, invece, don Nocchi. La Diocesi informa che le sue condizioni sono stazionarie. –
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