La manifestazione
Regina Elena, j’accuse di Marchi: responsabile è il cda
A suo avviso è urgente reintegrare la direttrice: «Ha fatto il possibile anche quando aveva il virus»
Carrara. Gianni Marchi che, come scrive lui stesso è da 37 anni e 4 mesi dipendente e successivamente sindacalista Cisl, racconta in un articolato intervento la sua versione sul momento difficile della Rsa Regina Elena, la verità di uno che - sottolinea – «non ha scheletri negli armadi, che non ha nessun altro interesse se non il bene di chi vive e opera nella struttura, di chi non agisce per privilegi personali». A suo avviso, la soluzione immediata migliore è richiamare la direttrice Valeria Ricci, attualmente sospesa, e cambiare il consiglio di amministrazione, presieduto da Giuseppe Simone Profili e composto anche da Natasha Barilli e Mauro Lancioni. Inizia Marchi: «La mancanza di personale al Regina Elena è da attribuire totalmente al cda, il consiglio di amministrazione. Costoro, alla fine del 2017 appena insediati, bandirono concorsi di un anno a tempo determinato per il personale con contratti degli enti locali. Alla scadenza di questi contratti, fine 2017, considerate le numerosissime lacune in pianta organica, avrebbero dovuto - ovviamente - indire concorsi a tempo indeterminato per sanare le abbondanti assenze. Non lo fecero. Ma perché? Presto detto. La prima motivazione che frenò le assunzioni fu dettata dall’intenzione di cambiare i contratti ai dipendenti trasformandoli in contratti privati. La seconda, legata alla prima, fu frutto della paura, ossia essere clamorosamente smascherati».
Secondo Marchi, «Fare bandi privati a quel tempo sarebbe stato imprudente, erano ancora freschi i ricordi di un combattivo consigliere Matteo Martinelli ripreso a rivendicare, con sacro furore, la natura pubblica della struttura, a definire scellerata la scelta della trasformazione e, infine, a ricordare che il movimento fu l’unica forza politica a votare contro la trasformazione. La strategia politica quindi mutò, i contratti pubblici vennero rinnovati per altri 2 anni e poi, giunti alla soglia della scadenza, vennero proposti quelli privati. Insomma un po’ come dire: questo è il fatto compiuto, o bevete o affogate». «Questa squallida operazione vide, e vede ancora, coinvolta anche una parte del sindacato a cui, stranamente, poco importa se lavoratrici e lavoratori perdono diritti e soldi. Per questo motivo, ed è soltanto il primo, la direttrice non ha nessuna responsabilità sulla mancanza di personale». Di recente, il sindacato aveva anche sottolineato la mancanza dell’infermiere di notte.
La direttrice E il virus
Scrive Marchi: «Con quale direzione è stata istituita la stanza degli abbracci? Con Valeria Ricci circa due mesi fa, mentre nelle altre Rsa sono attive da oltre un anno. Chi rinnovò e prorogò i contratti nel gennaio 2021, dentro un letto, febbricitante e malata di Covid? Sempre lei Valeria Ricci che invece avrebbe dovuto essere sostituita, come succede per tutte le lavoratrici. Chi s’impegnò sempre da quel letto a cercare di reperire personale infermieristico? Ancora lei, mentre invece avrebbe dovuto riposare e pensare a guarire il prima possibile. Ricordo che per 2 mesi, gennaio e febbraio scorsi, la direttrice è stata assente dal Regina Elena e le informazioni ai parenti dovevano essere fornite dal cda o dai collaboratori. E ancora, di chi sono le responsabilità se gli scellerati bandi privati non sono partiti? Non certo della direttrice che ha atteso per due lunghi mesi una delibera del cda. Di chi è la responsabilità del centro Alzheimer chiuso da oltre un anno, mentre in tutta la provincia sono aperti ovunque? Sempre del cda. Ad esempio, moltissimi dei residenti che erano nel nostro centro Alzheimer sono accolti a pochi chilometri da noi, in altre parole a Villa Sempre Verde gestita dall’ex direttore del Regina Elena Ermanno Biselli». «Un cda, sembrebbe, anche piuttosto maschilista, più affezionato a direttori maschi che lasciarono un buco di bilancio di oltre 250.000 euro al momento del loro addio. È dunque più che evidente che le responsabilità della situazione catastrofica, sia gestionale che d’informazione con i parenti, sono da attribuire totalmente a cda e amministrazione comunale. La caccia alle streghe è finita da un pezzo, ma sembra che al Regina Elena continui ancora. Per questi motivi personalmente, come sindacato e a nome di tante operatrici, chiedo che la direttrice sia reintegrata al più presto. Ne abbiamo tanto bisogno. I danni sono attribuibili al cda, Profili e Lancioni, a casa devono andare loro», conclude .
Il presidente
Al presidente Giuseppe Simone Profili, Il Tirreno ha chiesto quali sono le motivazioni per le quali è stata sospesa la direttrice? «Al momento è in corso la definizione della questione e non possiamo aggiungere altro», replica. A suo avviso, specifica, «Non c'è nessuna crisi se non il covid», al Regina Elena, e in merito alla chiusura del Centro Diurno Alzheimer, risponde: «È stato chiuso per motivi precauzionali, così come molti altri. Al momento stiamo aspettando la definizione della campagna vaccinale oltre alla risoluzione di una questione strutturale».M.B.
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