Sicurezza
Lorenzo De Marchi, il ragazzo speciale che sogna l’autonomia
Carrara. Sul set e in un supermercato per diventare un giorno autonomo. È il sogno di mamma Maria Rosa, la madre di Lorenzo De Marchi, il giovane autistico che sogna di fare il fotomodello. E così dopo aver posato per la Dan John e per la rivista della Seac (azienda ligure del settore della subacquea), Lorenzo è stato protagonista del set fotografico organizzato all’interno della cooperativa scultori di San Martino. Un servizio fotografico in piena regola. A Lorenzo piace stare al centro della scena, e lo fa con una naturalezza istintiva. Una predisposizione che mamma Maria Rosa e papà Giovanni vorrebbero diventasse un lavoro, una garanzia di autonomia per un futuro certo, anche quando non ci saranno più loro. Lorenzo settimanalmente si occupa anche di sistemare lo scaffale di un supermercato. E lo fa con una cura del dettaglio che non ha eguali. Come racconta Laura Vanelli, che è diventata un po’ la portavoce di Lorenzo e del suo autismo: «Lorenzo è un ragazzo magnifico – spiega – ama viaggiare e farsi fotografare. Aveva già avuto esperienze con l’obiettivo ma nel set fotografico del fotografo Lorenzo Devoti finalmente si è sentito protagonista, ed era felicissimo. Normalmente non si fa toccare, invece stavolta si è fatto truccare per almeno quindici o venti minuti da me e Sara D’Aleo senza dare mai un segno d’insofferenza. E questo dimostra come ami stare al centro della scena. È stata una giornata meravigliosa per tutti, non solo per Lorenzo, che ci ha regalato grandi emozioni. I ragazzi della cooperativa scultori sono stati eccezionali e molto disponibili. Oltre a sognare di fare il modello Lorenzo lavora qualche ora a settimana in un supermercato. Si occupa di sistemare lo scaffale di generi alimentari. Lo mette a posto con una precisione unica. Lorenzo ama l’ordine e la pulizia. I suoi genitori lo portano spesso in viaggio perché ama viaggiare. Tempo fa quando ci siamo conosciuti ha cominciato a fissare qualcosa fuori dalla finestra del mio studio, all’inizio non capivamo ma poi ho visto che in lontananza c’era l’autostrada e abbiamo capito. L’autostrada per lui significa movimento, viaggio. Il sogno dei genitori è quello di vederlo integrato in un mondo lavorativo che lo faccia crescere e lo renda autonomo. E per questo obiettivo stanno facendo enormi sacrifici. Non vogliono pensarlo in una struttura dopo la loro morte. Stanno facendo di tutto e di più – conclude Laura – per dargli un futuro in cui sia autonomo».Alessandra Poggi
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