Sicurezza
«Lavoriamo solo per non farci dimenticare»
Ilaria Costa (Mangeria Amici dell’Universo): bene l’asporto a pranzo, poche richieste per cena. Notizie confuse sul delivery
Daniela Marzano
massa-carrara. Seconda Pasqua di restrizioni per la categoria ristorazione, avendosi visto negato, ancora una volta, uno dei periodi più importanti dell’anno. A parte il non avere un orizzonte programmato e le difficoltà del settore, il sentimento prevalente è di stanchezza, di non riuscire più a sopportare una situazione dove al pari di una diminuzione di incasso non esiste una diminuzione delle tasse e dei costi in generale.
Si rimane aperti per asporto o delivery: per quest’ultimo servizio non sono tutti attrezzati, infatti una delle conquiste importanti che le categorie di settore hanno ottenuto al termine del primo lockdown del 2020, è consentire al cliente di poter venire al ristorante a prendersi il cibo prenotato, legittimando l’asporto e quindi regalando un po’ di ossigeno alle attività. Sono però aperture che costituiscono un po’ per tutti i ristoratori solo una piccola toppa, utile a pagare forse qualche utenza, ma soprattutto per non spezzare quel filo sottile che li lega a una clientela affezionata. Su questa linea è il pensiero di Ilaria Costa, titolare con i fratelli della Mangeria Amici dell’Universo al Cinquale, un ristorante con menù soprattutto a base di pesce e frequentato da turisti o dai non residenti: «Fino a quando non inizierà la vera stagione per noi – racconta Ilaria – che ci auspichiamo possa essere metà maggio ma temiamo diventi giugno – lavoriamo il fine settimana. Per Pasqua e Pasquetta abbiamo lavorato solo d’asporto, a pranzo e a cena. Il pranzo è andato bene, la cena invece non ha registrato grandi numeri. Si è notata la differenza con gli altri weekend, ma si lavora solo per non farsi dimenticare, per tenere in vita un catena, far lavorare i dipendenti per farli sentire ancora attivi. Purtroppo questa chiusura è stata preceduta da un balzello di notizie che hanno un po’ confuso i clienti, sembrava all’inizio che non si potesse fare asporto e per chi ha difficoltà a svolgere efficientemente un servizio di delivery sarebbe stato un grosso problema. Chiediamo chiarezza nelle comunicazioni».
La notizia, probabilmente travisata, circa la possibilità di poter effettuare solo il delivery può avere generato un po’ di confusione anche nella clientela: «Ci siamo chiesti come mai a Pasqua il flusso dei clienti non avesse subìto uno slancio – racconta Ada Salvatori titolare con il fratello Tony del ristorante pizzeria Uliveto e abituata in questi periodi a registrare sempre un picco di prenotazioni – Francamente, anche con la concomitante chiusura dei supermercati e dei negozi di alimentari, ci aspettavamo maggiori richieste. Comunque il nostro servizio di asporto e delivery è garantito tutta la settimana, anche se noto che la gente ormai non sa più come comportarsi riguardo alle uscite, è stanca».
Stefano Rocchi, gestore dell’Osteria 3 Compari, continua a essere positivo come sempre nella sua natura: «Sono andati bene i pranzi, per la cena non c’è richiesta. Noi facciamo solo asporto e devo dire che abbiamo contato sui fedelissimi. Quello che speriamo è che presto possano tornare i turisti, sono loro che daranno linfa alla nostra categoria. Per questo weekend festivo non hanno aiutato poi le notizie ambigue sull’asporto e delivery.
Abbiamo bisogno di comunicazioni chiare e soprattutto tempestive. E poi abbiamo bisogno di lavorare, chiediamo solo quello, non ci arrendiamo». –
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