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L’idea di Giuseppe Papa: solo la Fivizzano Mare può far rinascere Carrara

M.B.
L’idea di Giuseppe Papa: solo la Fivizzano Mare può far rinascere Carrara

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Carrara. Per una vita nel settore immobiliare, Giuseppe Papa è soprattutto un innamorato della sua città. Nell’analisi del degrado del centro, fra le cause al primo posto mette «La scriteriata politica urbanistica degli anni dal 1960 al 1990, con edificazione sfrenata in aree allora agricole lontane dal centro città, con conseguente svuotamento abitativo dell’originaria città di Carrara»; oltre, aggiunge, allo «svuotamento del centro originario di uffici e servizi Pubblici a partire dalla fine degli anni ’60, in ordine: Stazione Ferroviaria di San Martino, Banca d’Italia (ora sede della Fondazione Crc), Liceo Scientifico, Liceo Classico, Istituto Magistrale, Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri, Istituto Tecnico per Chimici, esattoria, ospedale, prima il tribunale e poi anche la Pretura, Stazione dei Vigili del Fuoco ed infine, temporaneamente, da 13 anni anche il Politeama». Insieme ad altre, una ulteriore concausa: «L’enorme debito (per una città piccola come la nostra), sottoscritto dal nostro Comune per realizzare la “Strada dei marmi” ha talmente impoverito il Comune che, da anni, l’Amministrazione comunale non è stata più in grado di trovare risorse anche per le cose più piccole e urgenti». Pur con le difficoltà del caso, secondo Papa bisognerebbe cercare di riportare alcuni istituti scolastici a Carrara «ad esempio i Licei attualmente in cerca di una sede», «Creare centri di aggregazione per giovani adulti ed adolescenti, in modo da attrarre in centro i ragazzi dalle periferie. Agevolare ristrutturazioni edilizie e cambi di destinazione d’uso in modo da riqualificare e rendere abitabile il maggior numero possibile di case per far tornare ad abitare in centro le molte persone in cerca di una sistemazione abitativa». In merito ai parcheggi, l’ideale sarebbe «Creare degli scambiatori di traffico (posteggi gratuiti) con info point, dove convogliare tutti i turisti ed in particolare quelli che vogliono visitare le cave, con possibilità di salire al monte con auto fuoristrada fornite dal Comune (o con servizio dato in appalto a imprese o cooperative organizzate, che già esistono). Ripensare, a un servizio a pagamento (almeno stagionale) di trenino/navetta su gomma, che colleghi ad esempio il Parcheggio di San Martino».

Giuseppe Papa è convinto anche della forza che potrebbe avere un circuito museale davvero integrato, un calendario di eventi coordinato, ma in particolare, caldeggia un’idea, non nuova. Sollecita cioé «la sponsorizzazione dei politici locali della proposta di una strada di collegamento tra la Lunigiana e il mare: la cosiddetta “Fivizzano Mare”, come da progetto del defunto Prof. Luigi Chinca di Fivizzano. Credo fermamente che tale traforo, se poi completato a Nord verso Modena, convoglierebbe un importante traffico di persone e merci da Emilia e Lunigiana a Carrara, che così non sarebbe più “isolata” nella sua conca naturale, ma diventerebbe la “prima stazione di posta” del nuovo asse viario Emilia - Toscana, una moderna e rapida Via Vandelli insomma», conclude Giuseppe Papa.

M.B.

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