Il Tirreno

E gli alimentari devono organizzare consegne a domicilio in tempi record

Camilla Di Maria
E gli alimentari devono organizzare consegne a domicilio in tempi record

Gianfranco Pieretti: «Modi e tempi sbagliati». La Conad: «Sovraffollamento e gravi danni alla filiera economica»

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Camilla Di Maria

massa. Supermercati e negozi presi d’assalto nella giornata di ieri dopo l’ordinanza, emessa venerdì 2 aprile, che prevede la chiusura di tutti gli esercizi commerciali per Pasqua e Pasquetta. Decisione, questa, che ha provocato malcontento da parte degli esercizi commerciali rimasti chiusi o che si sono dovuti organizzare, in tempi record, per effettuare consegne a domicilio.

Gianfranco Pieretti, titolare dell’alimentari Pieretti, ha chiaramente dichiarato: «Seguendo la linea generale di lockdown quest’ordinanza potrebbe essere anche giusta; ma i modi e i tempi sono totalmente sbagliati.

I negozi sono tutti ben attenti e, a mio parere, lo sviluppo dei contagi è a livello familiare: ci sono troppi assembramenti e lo si vede da quello che comprano. Anche se i numeri dei contagi non si arrestano abbiamo tutti bisogno di lavorare».

Anche il Delmar, grande magazzino all’ingrosso di pesce per la regione Toscana e Liguria, che già a causa della pandemia è stato costretto a valorizzare maggiormente il commercio al dettaglio, a causa di questa nuova ordinanza ha subito non poco disagio. Infatti, come spiega il proprietario, Mattia Mannini: «Come tutti siamo contrari a questa ordinanza arrivata all’ultimo momento, anche perché, a causa delle chiusure, ci hanno disdetto numerose ordinazioni. Inoltre, non lo troviamo giusto perché, come gli altri d’altronde, ci siamo impegnati per rispettare tutte le regole anticontagio».

Il peso di quest’ordinanza è sentito anche dalle grandi catene dei supermercati in provincia; infatti, come spiega il responsabile del Conad in via Carducci, a Massa, Sergio Andreoni: «Il problema è che a volte chi governa non si rende conto cosa significhi chiudere un’attività commerciale: se il pensiero era quello di farci chiudere andava detto prima. Fatta nei tempi e nei modi corretti, forse, quest’ordinanza non avrebbe creato gravi danni alla filiera agro-alimentare e soprattutto problemi di affollamento».

Infatti, oltre al danno a carico degli esercizi commerciali, un problema, ancor più grave, è dato dal numero di persone in fila fuori dai supermercati e come ha dichiarato Sergio Andreoni: «Tra venerdì e ieri siamo stati pienissimi».

Il responsabile del Conad continua commentando: «Dopo un anno di pandemia con delle semplici regole i casi nei supermercati sono stati in linea, se non minori, con quello che era il trend a livello locale. A mio parere il concetto tra zona rossa e zona arancione, oltre a penalizzare ulteriormente alcune categorie, non serve ad altro perché in molti non si accorgono del cambiamento».

Tra i clienti del supermercato Conad in Via Carducci Marisa Mizzi ha dichiarato: «Non sono per niente d’accordo con questa chiusura infatti oggi sono venuta a fare un po’di scorta, cercando di non scordare niente, per questi due giorni».

Anche Arianna Nicolini ieri è andata a fare la spesa come ogni fine settimana, lei invece ha spiegato: «Io non sono contraria alle chiusure, anche perché, al di là della pandemia, in questo modo i dipendenti dei supermercati possono rimanere a casa per le feste con le loro famiglie».

La pensa, invece, diversamente Michele Inguscio, che ha commentato: «Oltre al danno per i supermercati, c’è anche il danno per noi consumatori perché è stato poco pratico fare la spesa in questo modo: con la pressione di dimenticare qualcosa e non poterlo più andarlo a ricomprare». –

© RIPRODUZIONE RISERVATA



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