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Carrara, caos al Regina Elena: sindacati all’attacco

Luca Barbieri
Carrara, caos al Regina Elena: sindacati all’attacco

«Tre direttori in tre anni, le responsabilità sono di chi decide e dell’amministrazione. Gestione deficitaria, insufficiente»

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Carrara. «Strappo tra consiglio d'amministrazione e direttrice: in questo momento non ci voleva». Il refrain che circola è chiaro e arriva nel “day after” alla sospensione da parte del Municipio della direttrice della Regina Elena, Valeria Ricci. «L'avevamo detto...», ripetono in coro i sindacati commentando quello che è un atto che scuote via Don Minzoni in un periodo con la struttura a fare i conti con l'emergenza sanitaria e al centro delle cronache per svariate ragioni (a partire dai tavoli con al centro i bandi di assunzione, proprio con i sindacati).

E così, se come scriviamo a parte, da palazzo civico (e dai vertici della rsa) prevale la linea del “no comment”, dal mondo sindacale emerge un quadro fatto di tavoli inascoltati, nodi ancora irrisolti, partite aperte, con, sullo sfondo, uno scontro tra consiglio d'amministrazione e, appunto, la direttrice, sospesa nella serata di venerdì con l'annuncio del sindaco Francesco De Pasquale.

Venendo alle voci delle sigle, dunque, per Enzo Mastorci, segretario Cisl Fp la sospensione è «un atto di arroganza e insipienza politica da parte del cda e della amministrazione comunale», tuona.

«In tre anni sono cambiati tre direttori: è la dimostrazione che il problema risiede nel cda e nelle scelte fatte dalla amministrazione. Basta leggere le modifiche apportate allo statuto per capire che qualsiasi direttore della rsa ha le “mani legate”. Basti pensare che a oggi dopo oltre un anno la struttura e la città hanno il centro Alzheimer chiuso, l’unico della provincia. La scelta fatta dall'amministrazione sui contratti di lavoro privatistici porterà la struttura alla deriva», aggiunge Mastorci concludendo prima con la solidarietà alla direttrice, poi con una stoccata: «Il cda ha scelto di cambiare contratto di lavoro e forse cercherà un nuovo direttore consenziente, ma dovrà passare sopra i nostri corpi perché non consentiremo che il mero risparmio di gestione venga fatto a discapito delle lavoratrici e dei lavoratori che accudiscono le persone fragili».

Per Claudio Salvadori (della Uil Fpl Massa Carrara) la parola chiave che arriva dalla situazione è una: «Incertezza – sintetizza –. Parliamo di una gestione deficitaria, insufficiente che si trascina da mesi come testimoniano i report dei nostri delegati che monitorano frequentemente – spiega –. I dipendenti, gli ospiti e i loro parenti vivono nell'incertezza totale. Ci vuole una conduzione chiara, dobbiamo capire con chi dialogare e parlare dei percorsi da attuare. Lo strappo con il cda non ha fatto bene soprattutto in questo periodo, con un personale ridotto all'osso e il capitolo dei concorsi da mettere in atto. Incontreremo l'amministrazione di Carrara e il cda mercoledì, vogliamo chiarezza», insiste Salvadori.

Una chiarezza invocata anche da Alessio Menconi (Fp Cgil) che taglia corto e ribadisce: «La situazione come sappiamo era già molto complicata prima e in questo momento una crisi nella governance sicuramente non aiuta, anzi. Noi restiamo a disposizione per un contributo, per un futuro tavolo, però ciò che è certo è che il clima così tra cda e direttrice non ha fatto bene a nessuno», chiosa Menconi. -

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