Il Tirreno

i tabaccai 

«All’apice della pandemia abbiamo lavorato senza sosta»

Daniela Marzano

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massa-carrara. Con l’ordinanza N° 42 del 02 aprile 2021 del presidente della giunta regionale Toscana, entrano in vigore domenica 4 e lunedì 5 aprile “Disposizioni restrittive per i giorni di Pasqua e Pasquetta”, al fine di contenere i numeri ancora non rassicuranti della pandemia. Si fa riferimento, in premessa, al decreto legge n. 19 del 25 marzo scorso recante “Misure urgenti per fronteggiare l’emergenza epidemiologica da Covid-19”, che dava facoltà alle Regioni di introdurre misure ulteriormente restrittive rispetto a quelle attualmente vigenti (esclusivamente nell’ambito delle attività di loro competenza), in relazione a specifiche situazioni sopravvenute di aggravamento del rischio sanitario verificatesi nel loro territorio o in una parte di esso.

Pertanto nel nostro territorio, già zona rossa, è stata deliberata dalla giunta regionale la chiusura di tutti gli esercizi commerciali, ivi compresi alimentari, supermercati e tabaccai, con la sola deroga a favore di rivendite di giornali, farmacie e parafarmacie.

Rimane autorizzata la consegna a domicilio di generi alimentari e beni di prima necessità. Pronta la risposta dei rappresentanti di categoria, che ancora una volta lamentano delle poche ore di preavviso rispetto alle norme da applicare, con particolare criticità nel settore della ristorazione, in quanto si trova a poter effettuare solo il delivery quando non tutte le attività sono attrezzate per farlo, e soprattutto per i tabaccai, in quanto la loro clientela si trova ad avere a che fare con una dipendenza che non guarda in faccia ai giorni e alle chiusure.

«Molti di noi sono dotati di distributrice automatica, presente fuori dalle tabaccherie, ma essendo un investimento personale non tutti ne sono dotati – racconta Andrea Ghinoi, titolare di un bar-tabaccheria in via Verdi a Carrara – Io installai la prima nel 1987 e ne ho cambiate diverse, ma molti sono abituati ad avere il proprio tabaccaio di riferimento. Quello che non capisco è la chiusura di questi giorni per una categoria come la nostra che è stata costretta in tempo di lockdown (all’apice della pandemia) a lavorare senza protezioni e protocolli di sanificazione, messi a contatto diretto con i clienti in un momento in cui circolava un virus sconosciuto, non avevamo il plexiglas di separazione e i prodotti e le mascherine non erano reperibili sul mercato. Si parla di beni di prima necessità, ma per i tabagisti le sigarette purtroppo lo sono». –

Daniela Marzano

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