Il Tirreno

Turismo, settanta firme per dire no alla Tari

Gianluca Uberti
Turismo, settanta firme per dire no alla Tari

L’Associazione degli operatori lunigianesi scrive ai Comuni e all’Unione montana: non vogliamo pagare gli ultimi due anni

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Gianluca Uberti

AULLA. Sono ristoratori, in particolar modo, i nuovi poveri che stanno iniziando ad affollare le mense della Caritas in giro per l’Italia.

Un fenomeno inedito che lascia senza parole e increduli, ma, d’altronde, agriturismi e ristoranti sono fra le attività economiche che più hanno sofferto e soffrono a causa delle chiusure, imposte prima dal governo Conte poi da quello Draghi, per fare fronte al diffondersi del covid-19. E sono oltre 70 gli operatori del settore Ho. Re. Ca. (acronimo in lingua francese di Hotellerie, Restaurant e Cafè) e i professionisti del settore turistico che ora chiedono di essere esentati dal pagamento della Tari, la tassa sui rifiuti, per le utenze non domestiche del settore turismo, agriturismo e ristorativo della Lunigiana. Una richiesta che si riferisce alle annualità 2020-2021, sostenuta anche dall’Associazione operatori turistici Lunigiana, che viene rivolta all’Unione di Comuni montana della Lunigiana, ai sindaci e alle amministrazioni comunali locali. Nella richiesta di esenzione, inviata anche ai parlamentari eletti nella provincia di Massa –Carrara e alle associazioni datoriali, questa viene sollecitata anche per gli agriturismi, gli immobili “commerciali” e “rurali” inseriti rispettivamente nella filiera del turismo e del settore agricolo, e gli edifici adibiti a Bed&Breakfast e affittacamere senza partita Iva.

«Gli interventi economici emanati dai decreti fino ad oggi – scrivono gli oltre 70 firmatari – sono insufficienti e non immediati, e questo comporta una completa mancanza di liquidità, assolutamente necessaria per coprire almeno le ingenti spese non posticipabili. Tali costi, quali mutui, interessi passivi, bollette, affitti, canoni e varie, solo per citarne alcune, a differenza di quanto accaduto nel primo lockdown, non sono stati sospesi. La Tari va a pesare fortemente, in questa situazione pandemica, sul bilancio di queste imprese che pagano storicamente aliquote elevate, anche in relazione alla produzione di rifiuti associata alla propria attività».

Quindi, per l’anno in corso e quello appena trascorso, gli operatori del settore Ho. Re. Ca. e i professionisti del settore turistico fanno presente che «a causa dei prorogati lockdown e delle restrizioni imposte al turismo in generale, questa produzione di rifiuti non può aver raggiunto e non raggiungerà le previsioni messe a bilancio da parte del fornitore della gestione del servizio. Il settore turismo unitamente a quello dell’agricoltura e del commercio rappresentano per la Lunigiana il motore che alimenta tutto l’indotto, con il maggior numero di impiegati, e va assolutamente tutelato da questa tragica pandemia per il bene del territorio».

Pur avendo alcune amministrazioni locali già messo in atto riduzioni di aliquote per i mesi primaverili di lockdown del 2020, anche se restano importi elevati da sostenere, i firmatari confidano «in un’azione corale di tutte le Amministrazioni del territorio, sostenuta dall’Unione dei Comuni e dai parlamentari di riferimento della provincia di Massa –Carrara, affinché, anche tramite emendamenti al decreto sostegni e ulteriori scostamenti di bilancio da parte del governo centrale, possano arrivare ristori ad hoc per assicurare le funzioni degli enti territoriali con stanziamenti a ristoro delle minori entrate e delle maggiori spese.

Richiediamo, nell’attesa, che sia presa al vaglio e attuata una soluzione univoca comprensoriale a livello di Lunigiana da parte di tutti gli amministratori locali, volta al completo esonero dalla Tari per gli anni 2020-2021, la possibilità di un confronto pubblico, tramite un incontro virtuale, nei prossimi giorni, con tutti i sindaci della Lunigiana, il presidente dell’Unione montana, i parlamentari di riferimento della provincia di Massa –Carrara e i rappresentanti delle associazioni datoriali del territorio». —

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