Il Tirreno

Il provvedimento 

La spesa pasquale? Solo per telefono I negozianti: ultima beffa, non sarà facile

A.P.
La spesa pasquale? Solo per telefono I negozianti: ultima beffa, non sarà facile

Ordinanza Giani in zona Cesarini impone per gli alimentari solo consegne a domicilio nella giornata di domani e lunedì 

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massa carrara. Non sarà una Pasqua facile per molte attività di vicinato, e già non lo sarebbe stata al normale. Lascia tutti di stucco l’ordinanza firmata dal governatore Eugenio Giani in zona Cesarini, e che chiude supermercati e tabaccai per domani e lunedì.

Tutto il resto di beni di prima necessità (escluse farmacie, parafarmacie ed edicole) si potrà acquistare da asporto previa prenotazione online e telefonica. Parliamo di macellerie, gastronomie, alimentari, frutta e verdura, pasticcerie. Si potrà fare la spesa ma solo online o su prenotazione telefonica. Anche se l’ordinanza si può aggirare all’ultimo momento, andando a fare la prenotazione sul posto per poi ritirare poco dopo, o chiamando il negozio per l’ordine.

Si tratta di un’ordinanza dell’ultim’ora, come si capisce dalle parole di Andrea Ghinoi dell’omonimo bar tabacchi: «non capisco quest’ordinanza fatta a ridosso della Pasqua. Noi tabaccai siamo sempre stati aperti, anche in pieno lockdown. La cosa che mi fa imbestialire è che in giro c’è pieno di gente che va al mare e si sa fa i fatti suoi, però estetiste, ristoranti e parrucchieri sono chiusi. Pasqua e pasquetta a casa non li avevo mai fatti. Mi riposerò». Disagi anche per l’alimentari – gastronomia la nicchia di Elisa Fusani in via Giovan Pietro: «Lunedì noi siamo chiusi – dice – ma domenica non sarà facile. Appena saputo dell’ordinanza abbiamo avuto un’oretta di panico perché dicevamo che ci chiudevano e avevamo già diverse ordinazioni per domenica, poi hanno spiegato. Non sarà semplice perché chi ha già prenotato sa come funziona, ma ci saranno molte persone che non lo sanno e dovremo mandarle via. Anche se basta che ordinino. Siamo organizzati con la consegna a domicilio, ma dovevano dirlo molto prima». Non cambia nulla per Alessia Rossi della pasticceria le Delizie di Alessia di via Nazario Sauro: «Già prima dovevamo fare asporto o domicilio – lì per lì mi sono arrabbiata perché pensavo di dover chiudere. Le ordinazioni ci sono, le nostre specialità vanno. Realizziamo uova personalizzate con sorpresa, colombe farcite con pistacchio, ai frutti di bosco con gocce di cioccolato. Facciamo anche pinocchio di cioccolato. Rispetto allo scorso anno ci sono più prenotazioni e ho temuto nella chiusura». Per fortuna che l’asporto si può fare, commenta Guido Lucetti della pasta fresca in via Rinchiosa: «Altrimenti quei quaranta chili di ricotta li portavo a Giani– scherza – già l’anno scorso ho dovuto buttare via tutto. Noi siamo organizzati. I nostri clienti preferiscono andare su prenotazione ».

le reazioni

Per Cosimo Ferri: «L’ordinanza della Regione Toscana i con cui si impongono ulteriori restrizioni risulta eccessiva e mette in difficoltà tanti titolari di esercizi commerciali e tante famiglie. E ci sarà poi un danno enorme per tanti operatori che hanno già ordinato e prenotato prodotti. Chi pagherà questi danni? Chiediamo al presidente della Regione di revocare il provvedimento». Un commento alle chiusure arriva anche da Fratelli d’Italia. «L’ordinanza regionale, che obbliga alla chiusura pasquale il comparto del commercio, sta facendo vacillare la stessa maggioranza regionale. Giani dà il colpo di grazia alle imprese toscane. Ritiri subito l’ordinanza o presenti immediatamente la variazione di bilancio per assicurare un ristoro adeguato a tutte le attività che ha deciso di sacrificare» chiedono il capogruppo di Fratelli d’Italia in consiglio regionale, Francesco Torselli, il consigliere regionale Vittorio Fantozzi e i dirigenti apuani di Fratelli d’Italia Marco Guidi e Alessandro Amorese. –

A.P.

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