Il dolore
In una classe positivi nove bambini su dodici
Una mamma: «Un bimbo aveva il Covid, l’abbiamo saputo solo dopo tre giorni». La scuola è chiusa fino al 12 aprile
carrara. Nove bambini su 12 presenti in una classe della materna Taibi di Fossone positivi al Covid. Gli altri tre sono in attesa del responso del tampone.
Ieri il sindaco Francesco De Pasquale ha comunicato lo slittamento della ripresa dell’attività dal sette al 12 aprile. È la mamma di una bambina della scuola d’infanzia, anch’essa ora positiva, a raccontare quello che è successo nella settimana tra il 22 e il 27 marzo. Un racconto da cui non possono che sorgere interrogativi e perplessità, anche perché - in questo momento - nove famiglie si trovano in quarantena e alcuni genitori non hanno questo periodo coperto al lavoro. Non avranno alcun tipo di rimborso e dovranno prendere ferie o congedo.
«Dalle notizie ricevute – dice la mamma – sembra che l’Asl ligure non abbia comunicato alla nostra Asl la positività di un bambino». Un bambino che abita a Ortonovo.
Questo bimbo si è sottoposto a tampone il 23 marzo, dopo che il papà era risultato positivo il 20 marzo. Il bimbo non era stato portato a scuola il lunedì. «La notizia è stata comunicata alle famiglie solo venerdì 26», racconta la mamma.
«Il 26- prosegue – la mamma del bimbo ha scritto nel gruppo delle mamme che suo figlio era positivo al Covid. Lei avrebbe voluto farci sapere questa storia, ma la scuola le avrebbe detto che ci pensavano loro. Alcune mamme, più vicine a lei, lo avevano saputo, e non avevano più mandato i figli a scuola. Quando i bimbi della classe hanno cominciato a diminuire drasticamente di numero e sono rimasti sei la preside avrebbe detto di scrivere nella chat della positività del bimbo.
Ho chiamato la preside nei giorni scorsi – prosegue la mamma – chiedendole perché non c’era stato detto, visto che per altri motivi la privacy non è seguita. Di casi di pidocchi si scrive “tranquillamente” in chat. La dirigente mi ha risposto che ha seguito le linee guida comunicate dall’Asl. La Asl di Luni andava indietro nel cercare i contatti del bimbo di 48 ore, e nelle 48 ore precedenti il tampone non era stato all’asilo. Ma – commenta la donna – il padre del bimbo era già positivo il sabato precedente».
I genitori degli altri bambini in questi giorni sono a caccia di informazioni per fare chiarezza. «Se il padre del bimbo era già positivo il sabato e la scuola era stata informata – perché così mi hanno detto – perché non si è usato un principio di precauzione e non sono state informate le famiglie? I bambini non usano le mascherini, si scambiano i giochi, vanno a mensa... Il risultato è che ora abbiamo nove famiglie in quarantena e forse presto altre tre. Senza contare che la materna è composta da tre classi e che la Taibi ha una scuola elementare al piano terra». —
Tiziana Gori
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