Il Tirreno

Code ai supermercati e caos nei negozi: è una Pasqua “arrabbiata” per gli esercenti

Alessandra Poggi
Code ai supermercati e caos nei negozi: è  una Pasqua “arrabbiata” per gli esercenti

Il bar tabaccheria tiene chiuso: «Caffé sì ma sigarette no? Non saprei spiegarlo». La fioraia mette i fiori in vendita a sconto

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Carrara. È stato un fulmine a ciel sereno l’ordinanza del presidente della regione Eugenio Giani, quella che prevede la chiusura di negozi di vicinato, supermercati e tabaccai oggi e domani.

Gastronomie, pasticcerie e alimentari si sono organizzati con l’asporto, che si può fare ma solo su prenotazione online o telefonica. Intanto la Pasqua blindata ha scatenato la frenesia della spesa e i supermercati, i negozi di alimentari e di generi di prima necessità sono stati presi d’assalto. Come teme anche la titolare del supermercato Express di via Toniolo ad Avenza, Marina Bordigoni: “Se questa misura serve per evitare un nuovo picco epidemico va bene – dice – ma dovevano avvertirci per tempo. Abbiamo ordinato numerose scorte di generi alimentari freschi che hanno una scadenza bassa, siamo riusciti a fermare solo l’ordine del pane. Se lo sapevamo ci si poteva organizzare diversamente. Il problema per noi è anche quello di riuscire a contenere la gente, perché con il discorso che devono fare la spesa per tre giorni va contenuta. Noi avevamo già deciso di aprire solo al mattino, in modo da non dare modo alle persone di trovare la scusa di uscire di casa per fare la spesa, così ci complicano un po’ le cose. Non penso che le persone stiano a casa. Abbiamo anche diversi clienti a cui portiamo la spesa a casa perché hanno il Covid, li abbiamo chiamati tutti e spiegato che si dovevano organizzare per la spesa di tre giorni».

Ha deciso di non aprire Cristina Bencivinni del negozio Candyland di via Roma a Carrara: “È impossibile riuscire a gestire le vendite per telefono – spiega – le persone vogliono vedere cosa comprano. Peccato perché a Pasqua si sarebbe venduto, ci sono anche i regali dell’ultimo minuto. Però come sempre sono una persona che sta alle regole. Se è un passaggio che va fatto lo facciamo, potevano dirlo prima, un po’ di perdita c’è, per carità non mi lamento, c’è chi ha perso molto di più. Solo una questione di tempistica in modo che ci potevamo organizzare».

E per salvare il salvabile c’è chi ha messo tutto in promozione, come Sonia Mondin del negozio di Fiori Ikebana di via Campo d’Appio: “Se l’avessero detto prima– racconta – non avrei comprato tutte queste piante, che ora devo scontare. Sono piante con i fiori e se li perdono non le vendo più. Per questo ho fatto la promozione e sono rimasta aperta tutto il sabato. Organizzarci con le vendite telefoniche non è possibile, le persone i fiori e le piante li vogliono vedere”.

E poi c’è Alessandro Dell’Amico del bar – tabacchi “Da Ale” di viale XX Settembre: “Io non apro proprio – dice – diventa un problema. Se viene un cliente a prendere un caffè e non gli posso dare le sigarette poi c’è da spiegarglielo che non lo posso fare. E così per evitare chiudo».

Chiusi anche il supermercato Coop della Prada, come fanno da anni “per rispetto delle festività – scrivono – e dei tempi lavoro e famiglia”, e la vicina macelleria Carrara Carni, come spiega Egle Menconi: «Ci siamo organizzati bene e chiudiamo, sospettavamo di questa chiusura». —

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