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Samuela: senza vaccino, perde il lavoro. «Facevo la badante, non mi vogliono più»

Alessandra Vivoli
Samuela: senza vaccino, perde il lavoro. «Facevo la badante, non mi vogliono più»

La storia di una 34enne di Carrara. «Per dieci anni ho fatto assistenza agli anziani, ora hanno paura a prendermi in casa»

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CARRARA. Samuela ha 34 anni. Un compagno, una figlia di 16 anni. Samuela è arrivata a Carrara 17 anni fa, da Verbania, in Piemonte, con la licenza di terza media in tasca e le scuole superiori interrotte a metà.

Samuela Bellezza è una invisibile, per l’Asl, la Regione, il governo. Non rientra in nessuna delle fasce in cui sono partiti i vaccini: non è avvocato, ma nemmeno un fragilissima e non una delle persone che si prendono cura di figli disabili. Per dieci anni, dai 22 ai 32 anni, con un contratto in regola Samuela ha fatto la badante. Adesso nelle case non la vogliono più: «Non sei vaccinata, prendi il pullman, non possiamo prenderti». Così si è sentita rispondere molte volte, anche da chi ha chiesto un lavoro come donna delle pulizie. Samuela è diventata una invisibile. Lavora in nero, qualche ora di pulizia qua e là. Perché la crisi ha colpito duro: il compagno lavora nei cantieri navali, nello spezzino, e può contare solo sul suo stipendio.

Samuela il covid le ha portato via il lavoro?

Purtroppo è così. Nei mesi scorsi avevo avuto alcune proposte per fare la badante a alcuni anziani. Ho accumulato grande esperienza e di questo genere di assistenza c’è sempre molto bisogno. Purtroppo con il covid le cose sono molto cambiate: io non ho la macchina e prendo il pullman per gli spostamenti. Quando mi presento alle famiglie faccio una buona impressione ma poi arrivano subito i dubbi. “Ma lei non è vaccinata, viaggia in pullman abbiamo timore a farla entrare in casa”. Mi hanno chiesto i tamponi, ma dovrei farli a pagamento e in questo momento non posso permettermelo. Le occasioni di lavoro sfumano così: poi nessuno ti richiama, facevi conto su un impiego, facevi conto su un’entrata a fine mese e invece devi ricalibrare tutto. E per tutto intendo la spesa, le bollette, insomma la vita di ogni giorno.

Praticamente senza vaccino è difficile trovare impiego come badante?

Per me lo è stato anche perché non avendo un mezzo mio devo viaggiare sul bus. Certo utilizzo la mascherina, mi proteggo ma non posso permettermi la macchina. Per molte famiglie questo è un deterrente: hanno paura, per i loro anziani, soprattutto quelli che non erano ancora stati vaccinati. Girare per le case è diventato un problema, ma anche sei si tratta di fare le pulizie.

Lei si è mai informata su come funzionano i vaccini?

Sinceramente no, ho chiesto ad alcune colleghe che sono nelle mie stesse condizioni.

È fatica per tutte: ci sono persone che si fidano, che ti prendono per le notti, ed è successo anche nei mesi in cui la pandemia era al culmine. Ma avere dei contratti è pressochè impossibile: spesso si va a chiamata, nel senso che ti chiamano quando hanno l’acqua alla gola e allora non stanno a chiedere tamponi e quant’altro.

Le sue giornate come sono scandite oggi?

La sveglia è sempre molto presto, il mio compagno parte all’alba per andare a Spezia. Io vado a fare le pulizie, ho qualcuno che ha continuato a chiamarmi anche in questi mesi. Certo nulla di “grosso” ma almeno riesco a portare qualcosa a casa perché i tempi sono quelli che sono e i soldi fanno comodo.

Uso sempre la mascherina, non solo quando vado nelle case degli altri: ma praticamente continuo a lavorare solo vicino casa. Dove mi sposto a piedi: per questo la mattina mi alzo in tempo per raggiungere a volte l’altra parte di Marina di Carrara.

A che cosa sta rinunciando a causa di questa situazione che di fatto le impedisce di lavorare?

Rinuncio alle mie gratificazioni personali. Ma non parlo di grandi cose, sia ben inteso. Non vado più dal parrucchiere, ormai da oltre un anno, e non faccio neppure un giretto al mercato ambulante. Nemmeno uno sfizio da dieci euro. I soldi fanno comodo a casa e quindi devo tirare la cinghia perché la spesa e le bollette devono essere pagate. La maglietta al mercato non è indispensabile, ho imparato presto a farne a meno.

Come vede il suo futuro?

Con la speranza che hanno tutti: che questa pandemia finisca, che si possa tornate alla normalità nella vita e nel lavoro. —

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