Il Tirreno

la storia 

Una tradizione di famiglia che va avanti dal 1959

Dopo il capostipite e fondatore è subentrato il nipote Valentino Bernardeschi (scomparso nel 2016) cugino del nonno del bomber Federico

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CARRARA. Il nastro da riavvolgere della storia del locale è lungo più di mezzo secolo. Era il 1952, quando, in una Carrara che si sta riprendendo dalle “ferite” della seconda guerra mondiale, Corrado Piccini, per tutti Maurin, appunto, con la moglie Giorgina traduce la passione per i piatti della tradizione, per quei sapori semplici e genuini, e per il vino in una cantina che con il tempo diventa una vera e propria trattoria con tanto di albergo qualche anno dopo. Un locale davvero storico per la comunità carrarese (ma non solo) quello di via Fiorino, in località Piombara, a due passi dal viale XX Settembre. Quasi settanta anni: dopo “Maurin” subentra il nipote Valentino Bernardeschi (scomparso nel 2016 all'età di 77 anni e molto conosciuto in città; super tifoso della Juventus, nonché cugino del nonno del giocatore bianconero di Carrara, Federico). E successivamente il figlio di Valentino, Gianluca che dal 2012 porta avanti l'attività a conduzione davvero familiare con la moglie Michela e il figlio Iacopo. Albergo, bar, trattoria, ma anche panetteria (“Michela”, con i prodotti tipici della Lunigiana e della Garfagnana e quelli da forno da quattro fornai locali), con un intervento per il restyling degli ambienti arrivato a partire proprio dal 2012. «Da quando ho la gestione completa abbiamo rinnovato un po'. Avevamo iniziato recentemente anche i lavori nelle stanze dell'albergo. Adesso quattro sono pronte e disponibili, finiremo con gli interventi una volta archiviato questo momento fatto di chiusure che speriamo possa finire presto. Adesso siamo alla terza generazione, partita dallo zio di mio padre detto “Maurin”, dagli inizi degli anni Cinquanta, nel dopoguerra. Poi già nel 1954 erano partiti i lavori per l'albergo. Poi è stata la volta di mio padre alla guida del locale per moltissimi anni», ricapitola l'odierno titolare che il prossimo anno festeggerà di fatto i primi dieci anni di conduzione. «I piatti – aggiunge – sono quelli della tradizione: taglierini nei fagioli, trippa e tordelli, lasagne. Una cucina casalinga, come una volta». Insomma, un locale che si è rinnovato, mantenendo però i sapori di un tempo. —

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di Redazione web