Il Tirreno

Massa, mail bombing per contestare la chiusura di parchi e spiagge

Manuela D'Angelo
Massa, mail bombing per contestare la chiusura di parchi e spiagge

Lo stesso testo inviato al Comune da decine di cittadini: «Ordinanza illegittima» 

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Massa. Ci sono nomi conosciuti (primo fra tutti quello di Giulio Milani) a firmare la mail, poi diventata una “mail bombing” (cioè spedita a ripetizione) che ieri mattina e in giornata è arrivata decine di volte anche alla scrivania del sindaco Francesco Persiani e dell'Ufficio di gabinetto. Decine di mail contro l'ordinanza n. 60 che, fino al 7 aprile, vieta l'accesso a parchi pubblici, spiagge, pontile e passeggiata lungo Frigido. «Ordinanza illegittima- scrive Milani- di cui si chiede l'immediato ritiro. Viceversa ci rivolgeremo al Tar». Nella mail vengono segnalati alcuni punti ritenuti critici dell'ordinanza: «Nell’ordinanza in oggetto non sono indicati i dati epidemiologici locali in base ai quali si rende indispensabile chiudere l’accesso a parchi, aree verdi, lungomare, spiaggia. C’è solo un generico riferimento all’ipotesi che le varianti del virus circolino di più tra i giovani, il che non rende in ogni caso stringente la ratio del provvedimento». «Nell’ordinanza in oggetto si cita l’art. 650 del codice penale, a proposito delle sanzioni, quando l’intera materia è stata depenalizzata e ogni illecito ridotto a misura amministrativa (sentenza Corte di Cassazione n. 7988 - 2021 del 01/03/2021». E ancora: «Tra le ragioni indicate per le restrizioni, si sostiene che sia necessario chiudere parchi, aree verdi, lungomare e accesso spiaggia perché c’è il rischio “potenziale” di assembramenti, che le forze dell’ordine non potrebbero controllare. A parte il fatto che, da avvocato, saprà che una fattispecie di rischio “potenziale” rappresenta qualcosa di molto fumoso, giuridicamente parlando, le forze dell'ordine possono comunque controllare che nessuno ci vada. Se dunque i controlli ci sono per impedire l’accesso, non si vede perché non possano esserci per impedire gli assembramenti». Nell’ordinanza si cita anche l’art. 32 della Costituzione e il concetto di salute pubblica ma «L’interesse pubblico alla salute deve dunque contemperarsi con le esigenze dei singoli, per esempio dei bambini, che hanno tutto il diritto di stare all’aria aperta o in spiaggia proprio per la loro salute. Inoltre, all’aria aperta, il virus non contagia». «Per tutti questi motivi formali e di sostanza indicati- conclude la mail- ritengo che l’ordinanza in oggetto sia illegittima e pertanto la diffido a ritirarla con effetto immediato. In caso contrario procederò al ricorso al Tar d’urgenza». Manuela D'Angelo

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