Il Tirreno

Il ristorante diventa una mensa aziendale

Luca Barbieri

Il piccolo hotel in via Fiorino alla Piombara sopravvive cambiando il “format”. «Ma lavoriamo un terzo rispetto al passato»

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Luca Barbieri

CARRARA. Adattarsi al periodo “accogliendo” temporaneamente negli spazi della trattoria la soluzione mensa aziendale, aperta nei giorni feriali anche in zona arancione e rossa.

Da “Maurin”, trattoria, bar, panetteria e albergo di via Fiorino (località Piombara, vicino al viale XX Settembre e a Turigliano) hanno di fatto “accolto” la proposta (poi avallata dalla Regione Toscana) che era arrivata da Confesercenti Toscana Nord per permettere ai ristoranti di «svolgere il servizio sostitutivo di mensa aziendale a favore dei dipendenti delle aziende con le quali» è stato stipulato un contratto, come recitava la nota. Un contratto con l'azienda per «l’attività di mensa aziendale a carattere non permanente, su basi contrattuali che contemplino l'erogazione del servizio», dettagliavano.

E così da “Maurin” da una decina di giorni dal lunedì al venerdì si è tornati a lavorare “in presenza”, anche con la Regione che intanto è passata dall'arancione al rosso, non solo con l'asporto e con la struttura ricettiva. I coperti non sono molti e il giro d'affari non è paragonabile ai tempi senza emergenza-Covid, confermano senza girarci troppo intorno. «Sì, abbiamo attivato la procedura quando è stato possibile e nel contratto sono specificati i destinatari del servizio, i prezzi e i vari dettagli tecnici perché ovviamente possono entrare solo da quelle aziende che hanno sottoscritto il contratto. Ci siamo adattati subito alla proposta e alla norma», spiega il titolare Gianluca Bernardeschi, alla terza generazione dello storico locale carrarese aperto dal 1952 (come scriviamo a parte nel dettaglio).

«Ovviamente è una soluzione temporanea, ma anche una strada che ci permette di lavorare un pochino, ma non ai livelli di prima: questo sia chiaro, è logico. Lavoriamo infatti sempre un terzo rispetto alla situazione pre-Covid; un 30 per cento del fatturato grossomodo. I coperti con la mensa sono 10-15, solo nei feriali, e integriamo con l'asporto, anche se per quest'ultimo capitolo bisognerebbe aprire un'altra discussione perché si lavora di più e si guadagna meno con quello», riflette ancora Bernardeschi. Insomma, una soluzione transitoria, per poter dare sollievo alle attività come i ristoranti che in Toscana, per limitarci al caso regionale, sono “off-limits” (al netto dell'asporto, ovviamente) da un mese e mezzo tra zone arancioni e zone rosse.

«Ci adattiamo, rispettando ciò che dicono i protocolli. Il menù? Prodotti tipici, con un menù inevitabilmente ricalibrato per la situazione. Il periodo non è dei migliori, ma speriamo che possa finire presto, complici i vaccini e l'arrivo della bella stagione», auspicano dall'attività di via Fiorino. Un format, quello delle mense, che riprende i pranzi di lavoro, ma con una disciplina dal perimetro ben delineato, dunque. Ma da “Maurin”, nel frattempo, prosegue anche l'attività dell'albergo.

«Sì, quello c'è sempre stato e i clienti, come da legge, possono mangiare qui. Abbiamo qualche prenotazione legata a motivi lavorativi; qualcosina si muove. Abbiamo ristrutturato qualche camera e quando la situazione tornerà alla normalità finiremo anche con le altre per averne di più a disposizione», conclude. —

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