Italia
«Vallelonga non c’entra, lo dimostreremo»
Il Riesame ha revocato i domiciliari per la dirigente Asl. Varese, presidente della Sds: non capisco l’interdizione dalla carica
aulla. «Siamo convinti di dimostrare, già in un’eventuale udienza preliminare, la totale estraneità ai fatti della dottoressa Vallelonga».
Ma l’avvocato Giampaolo Carabelli, legale di Rosanna Vallelonga e Mauro Marcelli, spera che non si arrivi al rinvio a giudizio, né per la direttrice lunigianese della Società della Salute né per l’ex dirigente Suap del Comune di Aulla.
Rosanna Vallelonga assapora i primi giorni di libertà dopo la revoca degli arresti domiciliari decisa dal tribunale del Riesame di Genova. L’attenuazione della misura cautelare giunge a distanza di due mesi dal primo respingimento dell’istanza inoltrata da Carabelli, e a tre mesi e messo dalla deflagrazione provocata dagli arresti eccellenti nell’ambito dell’inchiesta Serinper sulla gestione dei centri accoglienza in provincia di Massa-Carrara.
Politici, amministratori, funzionari pubblici e una dirigente Asl – la Vallelonga appunto– avrebbero favorito la cooperativa gestita da Enrico Benassi, Alessio Zoppi e Tamara Pucciarelli. Nel meccanismo legato al mondo degli affidi e alla gestione delle strutture sociali affidate a Serinper il ruolo di Valllelonga e Marcelli sarebbe dovuto essere quello di controllori. Ed è proprio l’essere venuti meno ai loro compiti, secondo la procura, che li ha fatti finire nell’inchiesta.
Per la procura Vallelonga, in cambio di persone indicate a Serinper per un posto di lavoro, avrebbe segnalato a Zoppi la documentazione riservata per conoscere le situazioni economiche e giuridiche di un immobile, la “Casa di Bastian”, che la Serinper aveva intenzione di acquistare. Vallelonga, si legge nelle accuse, avrebbe inoltre dovuto programmare ispezioni nelle strutture Serinper, di cui si sarebbe sistematicamente dimenticata.
«Siamo sicuri di poter dimostrare la sua estraneità ai fatti già in sede di udienza preliminare – ribadisce Carabelli – La dottoressa Vallelonga ha eseguito il suo lavoro con zelo, viene dalla gavetta. È partita come assistente sociale, ed è sempre stata al fianco delle famiglie. A confortarla sono i tanti attestati di vicinanza ricevuti in questi giorni».
E sulla revoca dei domiciliari non manca di esprimere il proprio sollievo il presidente della Società della Salute della Lunigiana, Riccardo Varese: «Sono felice per lei, dopo tre mesi e mezzo era anche l’ora». Varese non nasconde di essere però rimasto perplesso per l’interdizione dalla carica di Rosanna Vallelonga: «Non capisco, ma è materia di avvocati e io non lo sono.
Mi auguro, comunque, che durante questo percorso riesca a dimostrare la propria innocenza e spero che ritorni presto a esercitare il suo ruolo. Perché manca a tutti noi e manca soprattutto ai cittadini, che grazie al suo lavoro hanno potuto usufruire di servizi socio-sanitari che tutti apprezzano in Lunigiana. E chi la conosce sa della sua onestà e trasparenza», aggiunge Varese, il quale coglie l’occasione per ringraziare tutti i dipendenti della Sds «che hanno dato qualcosa in più in questo ultimo periodo, a partire dall’attuale direttore Amedeo Baldi». —
Tiziana Gori
Gianluca Uberti
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