Italia
Revocati i domiciliari a Marcelli e Vallelonga
Ritorna in libertà la dirigente Asl: sarà interdetta dalla carica Il dirigente del Suap ha invece l’obbligo di residenza
Libero Red Dolce
aulla. Dal tribunale del Riesame di Genova continuano ad arrivare, nelle ultime settimane, alleggerimenti delle misure cautelari per molti dei protagonisti dell’inchiesta “Accoglienza”, che coinvolge la cooperativa Serinper e personaggi delle istituzioni che ne avrebbero, illecitamente, favorito gli affari.
A quasi due mesi dal primo respingimento della richiesta del loro legale, arriva l’attenuazione delle misura per Rosanna Vallelonga, direttrice della Società della Salute della Lunigiana e dipendente Asl, e Mauro Marcelli, dirigente del Suap (sportello unico per le attività produttive) per i comuni lunigianesi.
Entrambi si trovavano ai domiciliari dallo scorso dicembre. Torna libera Vallelonga, con l’unica misura attiva dell’interdizione dalla carica. Marcelli invece, nonostante la richiesta, come per la direttrice, fosse della revoca completa, non avrà più i domiciliari, ma l’obbligo di dimora nella frazione di Serriciolo, dove risiede.
In ogni caso un buon risultato per Giampaolo Carabelli, il legale di Vallelonga e Carabelli.
Nel meccanismo legato al mondo degli affidi e la gestione delle strutture sociali, come quelle gestite dalla Serinper, il ruolo di Vallelonga e Marcelli sarebbe dovuto essere quello dei controllori.
Ed è proprio l’essere venuti meno ai loro compiti, secondo la procura, che li ha fatti finire nell’inchiesta.
Per la procura, Vallelonga, in cambio di assunzioni di persone che segnalava a Serinper, avrebbe consegnato a Alessio Zoppi (uno degli uomini al vertice della cooperativa) la documentazione riservata per conoscere le situazioni economiche e giuridiche di un immobile, la "Casa di Bastian", che la "Serinper" aveva intenzione di acquisire. Acquisizione che in seguito ebbe effettivamente luogo. Inoltre, si legge sempre nelle accuse, Vallelonga avrebbe dovuto programmare le ispezioni in due strutture lunigianesi della coop, ma secondo la procura se ne sarebbe sistematicamente "dimenticata". Favorendo così la Serinper, che avrebbe potuto mantenere una situazione non conforme alle regole (un sovrannumero di utenti rispetto a quelli previsti dalla legge) senza doversi preoccupare delle conseguenze. All’interrogatorio di garanzia la dirigente Asl si avvalse della facoltà di non rispondere. Rimane chiaro, com’è ovvio, che le accuse nei suoi confronti andranno provate nell’eventuale procedimento.
Marcelli invece, stando sempre alla ricostruzione della procura, è un altro caso di un controllore che dimentica come si fa il suo ruolo: niente sanzioni amministrative dopo un controllo dei carabinieri, concessioni di modifica delle autorizzazioni per allargare il numero di ospiti in una struttura e avvisi ai dirigenti Serinper dei controlli in corso. In un’occasione, il 18 giugno del 2019, Marcelli viene intercettato con Enrico Benassi della cooperativa Serinper. Il dirigente Suap, così si legge nell’ordinanza, chiesee nuovamente informazioni circa le assunzioni sollecitate a Benassi. E Benassi lo tranquillizzò dicendo che avevano già provveduto ad assumere un’altra donna da lui segnalata, una certa "Furia" e che avrebbero provveduto a dare lavoro anche a un’ addetta alle pulizie. —
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