Toscana
Il Ducale restaurato e un museo cittadino I sogni di Italia Nostra
massa. Ieri i rappresentanti locali di Italia Nostra Alessandro Giorgi, Marco Betti, Luciano Faenzi e il Bruno Giampaoli, si sono incontrati con il prefetto Claudio Ventrice per testimoniargli la completa adesione alla proposta di recuperare l’antica quadreria di Palazzo Ducale ora negli scantinati dei Musei di Firenze. I rappresentanti di Italia Nostra hanno ricordato che tale proposta è sempre stata una priorità per l’associazione. Durante l’incontro sono stati toccati vari problemi tra cui il restauro del Ducale, il recupero del Pomario e delle statue di Pasquino e Pasquina, il rifacimento del portale del Biduino, il recupero del Castello e della villa Massoni, la sistemazione del Museo etnologico di Antona. L’architetto Giorgi ha rinnovato la richiesta di un museo d’arte cittadino magari proprio al Ducale. Marco Betti ha denunciato la stasi sui lavori di sistemazione del tetto e delle facciate del Ducale. Luciano Faenzi, presidente del Centro studi “ De Gasperi”, ha illustrato l’iniziativa principale che attualmente il Centro sta portando avanti insieme al “Comitato per Luigi Chinca”: il progetto della direttissima Fivizzano–mare col traforo della Foce, che collegherebbe la Lunigiana con Carrara, quindi con Massa. Al prefetto Faenzi ha chiesto il suo intervento per la realizzazione «della importante infrastruttura che – ha motivato – favorirebbe lo sviluppo dell’economia e del turismo del territorio».
«Il prefetto ha recepito le nostre istanze – Italia Nostra fa la sintesi – Su Palazzo Ducale ha dichiarato di essere ancora disposto a continuare l’impegno per il suo recupero in quanto ritiene sia il più bello e importante della provincia e deve tornare al centro della cultura di Massa come lo è stato fino a qualche anno fa».
Al termine dell’incontro il presidente Bruno Giampaoli, a nome di Italia Nostra, ha donato al prefetto alcune stampe su Massa, il libro sui restauri del Monastero di Santa Chiara e la cartella del Corpus dei Possedimenti Albericiani con 56 disegni attribuiti ai pittori Giusto Utens e al figlio Domenico che operarono intorno al XVII secolo. Italia Nostra ringrazia il prefetto per la cordialità e l’interesse dimostrato alla cultura del nostro territorio. —
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