Il Tirreno

a Carrara 

E “Il Volto della Speranza” regala due tablet per i pazienti

E “Il Volto della Speranza” regala due tablet per i pazienti

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carrara. Se quelle ospitate al terzo e quarto piano del vecchio ospedale massese sono cure intermedie Covid (leggi articolo sopra), quelle al quinto piano del Monoblocco a Carrara sono destinate, invece, a pazienti no Covid: un reparto che, dal 2 luglio ad oggi, ha accolto 181 pazienti. Aperto sulle 24 ore, con 12 infermieri (ogni turno prevede la presenza di due infermieri), nove operatori sanitari e sei medici (due di giorno e uno per la guardia notturna).

Un reparto, quello di intermedie no Covid, che vedrà a giorni un potenziamento: la direttrice generale dell’Asl Maria Letizia Casani e Monica Gugliemi, responsabile della sanità territoriale nell’area di costa, hanno infatti annunciato che i posti letto saranno raddoppiati, passando a 40: «Nonostante l’offerta delle cure intermedie sia in linea con la domanda del territorio – evidenzia il dottor Claudio Rasetto che dirige il reparto – la disponibilità di ulteriori posti ci permetterà una migliore gestione degli spazi e un’ulteriore disponibilità per situazioni particolari, non necessariamente di dimissione ospedaliera, ma di supporto anche a malati oncologici e pazienti fragili».

Ieri il reparto ha ricevuto una importante donazione: l’associazione “Il Volto della Speranza” ha infatti regalato due tablet per consentire ai pazienti, in questo periodo di visite contingentate, di videochiamare i famigliari: «La nostra associazione – spiega Roberta Crudeli che la presiede – è contenta di poter contribuire al comfort di questo reparto. Grazie ai tablet, infatti, anche quei pazienti che non sono in grado di effettuare chiamate con il proprio smartphone potranno, grazie all’aiuto del personale sanitario, entrare in collegamento con i propri cari; un valore aggiunto e di estrema importanza per il benessere dei pazienti che abbiamo sperimentato anche con l’utilizzo delle videochiamate nei reparti Covid».

«Una donazione per noi importante perché ci permetterà di migliorare l’aspetto relazionale e umano – spiega Antonella Cordiviola, coordinatrice infermieristica del reparto – in quanto faciliterà i contatti tra i pazienti e i familiari e si aggiungerà alle ormai consolidate telefonate, previste dalla nostra organizzazione interna». —© RIPRODUZIONE RISERVATA



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