Toscana
Appello alla Regione: un aiuto agli agricoltori per gli attacchi dai lupi
AULLA. Nella città dei due fiumi sta destando grande inquietudine la notizia, riportata ieri dal Tirreno, del branco di lupi che ha attaccato un gregge di pecore in località Sprini.
Non in cima alle vette alpine, ma dietro la stazione ferroviaria Aulla – Lunigiana, insomma in una zona non isolata e sperduta nella campagna
La zona, lo ricordiamo, è periferica senz’altro, poiché la stazione ferroviaria aullese sorge, dal 2005, in località Sprini, quindi ben lontana dal centro, ma le case non mancano in quel punto, in via Selva.
Undici gli esemplari di pecore uccisi e tre gli agnelli spariti.
E la gente si interroga, con legittima preoccupazione, su come sia possibile che un branco di lupi si sia spinto talmente vicino alle case e a una stazione ferroviaria. Abbiamo chiesto una opinione su questo alla Confederazione italiana agricoltori (Cia), qui rappresentata da Luca Maria Simoncini, vice presidente della Cia Toscana Nord.
«Innanzitutto voglio dire che siamo vicini all’allevatore di Aulla che ha subito l’attacco dei lupi ai danni del suo gregge» dice Simoncini, il quale, naturalmente, non si limita a manifestare solidarietà.
Ma fa riferimento a gesti concreti in soccorso della categoria alle prese con quella che assume il carattere di una vera e propria emergenza.
«Chiederemo alla Regione Toscana indennizzi più rapidi per gli allevatori della Lunigiana, che stanno subendo questi gravi danni. Ma, soprattutto - continua nella sua nota Luca Maria Simoncini – chiediamo che si apra, al più presto, un tavolo di confronto su questo tema che, purtroppo, sta coinvolgendo molti allevatori della Lunigiana i quali sono alle prese con le razzie degli ungulati, dei caprioli e adesso anche dei lupi».
« Si tratta di perdite elevate, che rischiano di mettere in crisi un settore delicato che, con molti sacrifici, sta cercando di tirare avanti» conclude il vice presidente della Confederazione itliana agricoltori Toscana Nord.
Ricordiamo che a subire l’attacco al proprio gregge è stato l’allevatore Maurizio Battaglia, il quale non ha nascosto la propria preoccupazione dall’altra parte della cornetta.
«Qui ci sono le case, ci sono delle persone, non soltanto degli animali» sottolineava con un filo di inquietudine pensando a quanto avvenuto alle sue pecore.
Ad onor del vero i lupi non attaccano l’uomo, essendo animali molto elusivi, ma è un dato di fatto che, negli ultimi anni, il loro numero è in crescita, quindi capita che si avvicinino sempre di più alle case, in particolare a quelle dove pascolano animali come le pecore, destinate a fare una brutta fine.
E tre pecore delle undici sono state soppresse dal veterinario dell’Asl chiamato dal signor Battaglia.
«Erano messe male, avevano la gola squarciata e, purtroppo, non c’è stata altra alternativa che farle sopprimere. Ed è stato il veterinario stesso, osservando le loro ferite, ad affermare che si è trattato di un branco di lupi» aggiungeva con grande amarezza l’allevatore, il quale si è rammaricato di avere lasciato le pecore nel recinto all’aperto e quindi senza controllo.
«A volte le mettevamo dentro, nella stalla, ma stavolta il destino ha voluto che le lasciassimo fuori, all’aperto, ed è andata com’è andata» concludeva quindi il suo racconto il signor Battaglia, al quale restano alcune capre e una ventina di capi di suini della razza Cinta Senese.
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Gianluca Uberti
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