La protesta
Alessandro come “Duracell” «Non mi stanco di pulire»
La mattina operatore ecologico nel comune di Sarzana, nel tempo libero tira a lucido le spiagge di Marina di Carrara: lo faccio gratis, con passione
Alessandra Vivoli
CARRARA. Il nome Duracell glielo hanno messo al porto di Marina di Carrara. Quando lo hanno visto darsi da fare con rastrello e secchi a ripulire tutta la spiaggia libera gli hanno urlato in dialetto: «T sen come Duracell». Sei come Duracell, non ti stanchi mai.
Perché lui era in spiaggia da ore, e puliva senza sosta, senza mai fermarsi, come se avesse la carica delle famose pile che non si esauriscono mai.
Ad Alessandro Cecchini, 49 anni computi, un contratto part time come operatore ecologico con il Comune di Sarzana, quel soprannome piace moltissimo.
Perché rende merito al suo essere instancabile: «anche se si tratta di togliere un pezzetto di carta da terra è più forte di me mi chino e lo raccolgo, non la sento davvero la stanchezza, prima sistemo tutto e poi ho tempo per riposarmi».
Proprio come ieri, domenica, che solo alle tre del pomeriggio è rientrato a casa: prima era in spiaggia, a sistemare l’arenile a togliere stecchi, cicche e cartacce. «Perché – dice – magari con la bella giornata mamme e bambini potevano scendere in spiaggia e non potevano trovare tutto quello sporco».
Fare del bene agli altri. Pensare agli altri anche con gesti semplici come fargli trovare la spiaggia pulita in una bella domenica piena di sole.
La vocazione di Alessandro Cecchini a pulire le spiagge parte dalla scorsa primavera, «ma in realtà ha radici molto lontane perché molti e molti anni fa ho fatto lo spiaggista e quindi so bene come si cicala la sabbia e come si fa per rendere tutto pulito, a specchio. Solo che a stare tutto il giorno sul mare a un certo punto non ce la facevo più, ma l’amore per la spiaggia non mi è mai passato».
Alessandro ha trovato lavoro come operatore ecologico («è una borsa lavoro») nel comune di Sarzana. E ha rincontrato la sua spiaggia.
«Il lavoro già dallo scorso annoi mi portava ogni mattina a Marinella – racconta Alessandro – Vedevo la spiaggia della Fossa Maestra ridotta in condizioni pietose e così un giorno mi sono fatto avanti per dare una mano a dare una bella pulita. Doveva essere un’oretta al giorno, sono diventate due, tre, insomma quasi l’intero pomeriggio».
E, è bene precisarlo, Alessandro non chiede alcun compenso: «Ma a Marina di Carrara ho trovato parecchia generosità– dice – un caffè, un panino, un piatto di pasta non sono mai mancati».
E mese dopo mese Duracell, mai nome fu così azzeccato, non si è mai fermato. Proprio in questi giorni ha tirato a lucido la spiaggia libera del porto a Marina di Carrara. «Sono molto legato a questi luoghi, anche se vivo a Sarzana ho vissuto a Marina la mia gioventù da bambino andavo proprio su questa spiaggia, spesso con mio zio che lavorava al porto».
È così ha voluto sgomberare dai cumuli di lavarone la “sua” spiaggia: «Io sono fatto così, credo che anche chi non ha le possibilità di andare a pagare ombrellone e lettino in uno stabilimento balneare, debba avere un luogo bello, pulito, e tenuto bene, un vista mare pulito a specchio. Io faccio il mio e devo ammettere che la fatica proprio non mi pesa. Faccio contenti gli altri: questo è quello che mi dà gioia». —
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