La protesta
«La medaglia di Bodini testimonia i legami con la grande cultura»
Carrara. L’architetto Dino Geloni, appassionato della città, ex consigliere comunale, segnala – in questo anno dantesco – una medaglia del maestro Floriano Bodini (foto), che fa parte del medagliere a lui dedicato in Accademia.
La medaglia, spiega, «È ispirata ai versi della Divina Commedia per il veggente Aronte; fu coniata in occasione del 67° Congresso Internazionale della Dante Alighieri, tenuto in Accademia nel 1985 promosso dal rappresentante carrarese dell'Associazione geometra Boni».
Sul fronte – dettaglia Geloni – simboleggia l'evento un marcato profilo dell'Alighieri, dominante, bene evidenziato in un rilievo quasi tridimensionale per le sapienti ombre e luminosità impresse al bronzo dorato e alle linee incavate a disegnare il metallo, tipiche di una fase espressiva dell'artista di Gemonio.
Sul recto l'immagine è più attenta all'ambito locale: dai versi... Arunta è quel... posta come citazione a sinistra dell'osservatore, sale alle stelle (l'Orsa Maggiore?) e al mare tra i monti, scende lungo il tondo alla civetta posta alle spalle come simbolo del sapere, quindi si incentra sulla figura del veggente. Questa ben delineata con barba, coppola ha uno sguardo acuto e forzato, labbra aperte... «Ci parla?», si chiede Geloni. e prosegue nella descrizione: «In basso sono poste le grandi mani, la sinistra al di sotto del manto è rivolta e aperta, la destra si erge con due dita tese a forbice, sono ad ammonire o forse in modo ambiguo serbano l'incognito o lo superano rispetto alle altre dita chiuse a pugno? Il volto è rigato, i capelli sono fluenti lungo il collo, fusi con la barba: siamo di fronte ad una grande immagine, un ritratto profondo e meditato in soli 5 centimetri di circolo dorato; una maestria».
Bodini, maestro del bronzo e del marmo – ricorda Geloni – «si disperò quando chiamato in Renania-Palatinato dovette lasciare le nostre montagne Apuane, la vista del candido marmo, le osservò in un momento di emozione assieme ad amici dalla pianura di Massa. Ora presumo che ebbe certamente un piacere nell'averle anche qui richiamate con la loro lunga storia. Questa medaglia è testimone che la città, la sua Accademia hanno tenuto vivi legami con la cultura mondiale, il popolo carrarese è stato sapiente ed è informato, vive queste dimensioni, forse pochi eletti non hanno capito quanto sia pesante questo piccolo, giganteggiante bronzo dorato», conclude.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
