Il Tirreno

la proposta 

Barotti: intervenga la Regione per il recupero delle ex colonie

Il consigliere di opposizione si dice poco fiducioso di interventi «salvifici e senza  finalità speculative» da parte dei privati

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massa. Scarsa progettualità, perseguimento di finalità propagandistiche, poca razionalità nella programmazione. Sono le critiche che il consigliere di Arcipelago Massa Andrea Barotti muove all’amministrazione civica. Deficit, secondo il consigliere, emersi con chiarezza con il concorso di idee per il Pomario Ducale, il vicino parcheggio e il mercatino della Partaccia: «Mentre si utilizzano risorse per una rotatoria di dubbia utilità, solo a cantiere aperto si stanno studiando sensi unici e semafori temporizzati, si lasciano indietro spazi che dovrebbe essere urgentemente riqualificati. L'amministrazione di Francesco Persiani, come riportato dal Tirreno, allo stato attuale non sarebbe in grado di effettuare autonomamente, per scarsità di finanziamenti e figure specializzate, i necessari interventi; sempre secondo lo stralcio di delibera le idee dovranno garantire una gestione, manutenzione semplice ed economica. Trovo positivo il concorso di idee per favorire la partecipazione ma al contempo debbo esprimere rammarico per la poca razionalità nella programmazione delle opere. E ancora, mi chiedo come si possa parlare di riforestazione urbana (a proposito del Pomario) senza sostituire un roveto con un parco storico».

Barotti affronta poi un altro tema su cui misura la qualità amministrativa e politica del Comune: la prossima vendita all'asta delle ex Colonie Torino ed Olivetti. «Il valore dei due complessi, per il cui recupero il centrosinistra aveva perfino riconosciuto una percentuale di edilizia residenziale e commerciale, è stato stimato in 14 milioni di euro (è possibile un ribasso fino al 20%) esattamente la cifra che il Comune di Livorno, guidato da un sindaco civico, è riuscito a farsi promettere dalla Regione per riqualificare le ex Terme Corallo che ospiteranno gli Uffizi del mare. Mi domando, visto che di seconde case e negozi non abbiamo bisogno, perché la nostra città non riesca a rilevare, con l'aiuto della Regione, degli edifici che, a differenza delle terme labroniche, non sono ruderi e che potrebbero essere immediatamente utilizzati a fini formativi, culturali così da far ripartire davvero la nostra economia».

Secondo il consigliere di minoranza, inoltre, il Comune, con i denari spesi per le piazze e la rotonda avrebbe potuto dare un rilevante contributo per inserire, nel progetto di riqualificazione, la ex colonia Motta (in vendita a meno di tre milioni) «liberando dal degrado una parte della costa e salvaguardando importanti testimonianze dell'architettura del nostro paese. Non si può sperare in un intervento salvifico, non speculativo, dei privati come aveva ipotizzato Persiani e suggerirei alla maggioranza di prendere esempio dal sindaco civico di Livorno, di chiedere l'appoggio degli eletti in consiglio regionale e in parlamento, per elaborare delle idee veramente efficaci». —

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