Il lutto
Trasformazione di Gaia: tanti impegni mai mantenuti
Il Comitato per l’acqua pubblica contro il sindaco Persiani e il Comune di Massa: disattese le promesse della campagna elettorale, ora parlano di società “benefit”
massa. Chiamateli “impegni non mantenuti”, o “ enunciazioni di principio”. Sono le prese di posizione votate da alcuni consigli comnunali del territorio Nord Toscana per la trasformazione di Gaia Spa in una “azienda speciale consortile pubblica”, al fine di dare una più netta impronta “pubblica” alla gestione del ciclo dell’acqua.
Una trasformazione per cui si battono da tempo comitati e associazione che aderiscono al Coordinamento per la ri-pubblicizzazione dell’acqua che ora richiamano la politica ai suoi impegni. «Ci risulta che i consigli comunali di Forte dei Marmi, Massa, Carrara, Stazzema, Pietrasanta avevano già espresso la loro decisione attraverso il voto, a maggioranza o all’unanimità, per una forma di gestione pubblica, richiesta dai cittadini. A questo punto chiediamo ai sindaci di quei Comuni quando intendono recepire le mozioni espresse dai consigli comunali», dice Clara Gonnelli in rappresentanza del Coordinamento.
I comitati chiedono che queste istanze vengano portate alla prossima assemblea di Gaia e votate: «Agire al contrario starebbe solo a significare una totale delegittimazione delle loro decisioni. Affinché questo non avvenga è solo necessario completare l’iter istituzionale e che i sindaci dei vari comuni, finalmente recepiscano la volontà dei consiglieri comunali, traducendola in un voto nell’assemblea della partecipata Gaia».
Ma fino a oggi solo il Comune di Carrara (retto dai 5 Stelle) ha ribadito la propria volontà di trasformazione del gestore idrico integrato e lo ha espresso chiaramente il vice sindaco Matteo Martinelli. Nei mesi scorsi anche il sindaco di Tresana Matteo Mastrini, aveva trasmesso una lettera sottoscritta anche dai sindaci di Licciana Nardi Renzo Martelloni e di Casola Riccardo Ballerini e consegnata all’assemblea dei soci di Gaia, in cui si chiedeva di avviare subito il percorso di trasformazione di Gaia in azienda speciale consortile.
Invece, rimarcano con disappunto i comitati, il Comune di Massa (centropdestra)), «nonostante che la ripubblicizzazione del servizio idrico fosse tra i punti fondamentali della campagna elettorale. Il sindaco parlava di “…una rete idrica allo sfascio e da bollette troppo care per tutti. Se chiamati ad amministrare Massa, procederemo rigettando Gaia. Sosterremo soltanto quei progetti, a gestione locale, che prevedano di investire su un servizio idrico integrato di natura pubblica, finalizzato ad applicare la volontà popolare contro la privatizzazione dell’acqua”. Oggi pare proprio che abbia cambiato opinione. Infatti il sindaco Francesco Persiani di Massa, a fronte del voto favorevole del suo consiglio comunale, pare abbia disatteso tutto quanto e si sia pronunciato, nonostante la contrarietà espressa pubblicamente da alcuni consiglieri, non per un cambiamento verso un’azienda pubblica ma in favore di società di diritto privato: ovvero la società benefit SpA e in un secondo momento un’altra forma societaria denominata società consortile s.r.l. (con le dichiarazioni pubbliche dell’assessore Pier Lio Baratta».
Il coordinamento dei comitati dunque, continua il pressing: ha inviato una lettera ai 46 sindaci dei comuni serviti da Gaia affinchè si esprimano chiaramente e dicano ai cittadini e alle imprese come vogliono gestire un bene pubblico come l’acqua». —
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