Il Tirreno

la protesta ieri in piazza aranci 

Pulizie, i dimenticati del lavoro nelle scuole Un anno senza soldi: «Chiediamo dignità»

Camilla Di Maria

Una delle lavoratrici in piazza: «Prima lavoravamo tutti, non capisco perché per noi esclusi non ci siano soluzioni»

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Camilla Di Maria

massa. Manifestazione ieri in piazza Aranci, e in altre piazza toscane, dei lavoratori della scuola ex Lsu e appalti storici. In 12 sono rimaste escluse dalle internalizzazioni del personale, rimanendo senza lavoro.

I lavoratori e le lavoratrici chedono l’avvio immediato delle procedure selettive della seconda fase assunzionale prevista dalla legge e bloccata dalla burocrazia, per l’emanazione dei provvedimenti normativi per ampliare la seconda fase di assunzioni e per l’incremento dei posti dell’organico di diritto dei collaboratori scolastici per consentire l’immissione in ruolo di chi è in attesa da anni nelle graduatorie di merito.

In particolare, i lavoratori e le lavoratrici spiegano che «non vi è più alcuna giustificazione per ritardare le assunzioni e la tutela di chi ha diritto all’immissione in ruolo». Tatiana Rossi, esclusa dal primo bando di internalizzazione, ha spiegato la situazione che stanno affrontando lei e le colleghe: «È un anno che stiamo a zero ore con le ditte di pulizie, percepiamo un fondo di integrazione salariale irrisorio. Nel giro di pochi mesi è cambiato tutto: avevamo un lavoro a tempo indeterminato e tanti anni di servizio; fin quando c’erano le ditte facevamo dei turni allucinanti passando da un plesso all’altro per varie sostituzioni, con la prima azienda facevo un minimo di 8 ore al giorno, ma quando è subentrata da Dussmann Service è stato effettuato un taglio netto. Siamo passati da avere a disposizione 8 ore ad averne solo 3 per pulire gli stessi metri quadri».

Tatiana continua spiegando. «A causa dei lavori svolti non in sicurezza mi è venuta un’ernia, ma ho continuato comunque a lavorare perché speravo che prima o poi mi internalizzassero. Adesso il secondo bando sembra essere un miraggio: viene continuamente rimandato non ci sono certezze, le nostre famiglie sono distrutte dai debiti accumulati in un anno senza lavoro e per di più non abbiamo posti in provincia e rischiamo di non poter partecipare al secondo bando». E conclude: «Avevamo un lavoro dignitoso che ci è stato tolto. Prima lavoravamo tutti, non capisco perché per noi esclusi non ci debbano essere soluzioni».

Un caso particolare è quello di Anita Papini, addetta alle pulizie nelle scuole per 9 anni e 10 mesi, per entrare nello scorso bando le servivano 10 anni di lavoro, le mancavano solo due mesi per rientrare perfettamente ma così non è stato. «Sono rimasta esclusa dal primo bando – spiega – perché mi mancavano due mesi di lavoro. Da febbraio dello scorso anno siamo in sospensione: non abbiamo un lavoro, non abbiamo uno stipendio.

Annamaria Battistini, internalizzata lo scorso anno con la scuola, faceva parte degli appalti storici e, dopo 22 anni di duro lavoro, si definisce fortunata per essere stata internalizzata: “Sono qui come supporto alle mie ex colleghe perché voglio ribadire che noi abbiamo il diritto di lavorare».

Sebastiano Salaro, segretario della Filcams Cgil, ha incontrato il vice prefetto per esporgli la situazione. —

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di Redazione web