Italia
«Il debito con le coop e i dipendenti mai internalizzati»
massa. La preoccupazione traspare dalle parole di Alessio Menconi, della Funzione pubblica Cgil. «A noi interessa una cosa su Casa Ascoli: dai giornali apprendiamo che i revisori dei conti hanno detto che serviranno misure non ordinarie per sanare i conti. Ecco, capiamo le difficoltà: i posti di lavoro non si toccano».
Menconi continua: «Se sono stati fatti degli errori nella gestione, nel corso di questi anni, non è pensabile che siano scaricati su chi lavora. Su questo saremo inflessibili, saremo una sentinella di guardia».
I dipendenti diretti di Casa Ascoli non sono molti, circa una quindicina. Fino a tre o quattro anni fa dipendenti cooperative e dipendenti di Casa Ascoli erano mescolati, ma ci furono problemi sindacali sull’intermediazione di manodopera. E lo scenario cambiò.
La mediazione portò a suddividere la gestione: alle cooperative rimase la gestione della parte infermieristica, dunque esternalizzato. Coordinati da una dipendente di Casa Ascoli.
I servizi di Osa e Oss sono stati separati: nel modulo della cooperative ci sono solo dipendenti delle coop, in quello degli interni solo gli interni.
L’esposizione verso le cooperative è importante parte del debito che si è accumulato nel corso degli anni. Andando a guardare il fondo di dotazione iniziale, che risale al 2006, il patrimonio iniziale è di 4 milioni e 200mila euro. Al 2019, tra perdite portate a nuovo e l’ultima perdita di esercizio, il totale è di 2 milioni e mezzo. Una perdita di valore di circa il 40%. Tosta.
I debiti verso i fornitori, al 2019, erano di 3 milioni e mezzo. Quelli per mutui e prestiti di un milione e 200mila euro. Sono soldi da ripagare anche, soprattutto, alle cooperative.
Negli anni più volte, negli incontri tra sindacato e amministrazioni, si è parlato di concorsi per reinternalizzare i dipendenti. Ma di concorsi non ce ne sono stati. E, almeno parlando di costi, il risultato pare evidente. E anche i lavoratori Oss, tra quelli non assunti dalle coop, «sono degli interinali», spiega Menconi. «E così costano di più», aggiunge il sindacalista.
Infine il capitolo Pelù (foto sopra). È la relazione allegata al bilancio 2019 del presidente dimissionario Stefano Borzoni a certificare un problema grosso: «il rapporto tra costi e ricavi è disomogeneo, i ricavi derivanti dai posti occupanti non coprono i costi per i servizi erogati». E troppo cara risulta anche la gestione dell’igiene e dello smaltimento rifiuti. —
Libero Red Dolce
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