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Effetto Covid, in un anno 416 decessi in più Ma in Lunigiana ci sono stati alcuni cali
Nel 2020 morti aumentate del 16%, a Tresana, Zeri e Podenzana sono invece diminuite. Novembre il mese più nero
Claudio Figaia
massa carrara. I numeri non bastano a dare il senso della drammaticità della pandemia da Covid 19. Ma spesso sono eloquenti. Come quel 416 che l’Istat riporta nelle tabelle sull’andamento dei decessi nella provincia di Massa Carrara. 416 (virgola 6, le statistiche sono così) è il numero di decessi in più che si son registrati nel corso del 2020 rispetto ai 5 anni precedenti (cioè al periodo 2015-2019). In quel quinquennio, la media dei decessi è stata di 2.619,2 l’anno, Nel 2020 è balzata a 3.036. La differenza è dunque 416,6 morti in più. In percentuale un aumento del 15,9%. Un aumento netto. Siamo lontani, è vero, dai dati del nord: nella provincia di Bergamo l’aumento dei decessi è stato del 60%, a Milano del 32%, ma la situazione si conferma comunque difficile. Ed è chiaro che l’aumento della mortalità di questo anno orribile è da attribuirsi al coronavirus. Vuoi come causa diretta o concorrente di morte, vuoi come causa indiretta: l’aumento dei decessi ha risentito di una maggiore difficoltà ad accedere a diagnosi precoci e a terapie proprio per il focus che per mesi è stato messo sul virus. Il dato dell’Istat, del resto, è in linea con un altro macabro dato statistico, quello raccolto dall’Asl, che registra, al 15 marzo di quest’anno, 479 persone morte per Covid dall’inizio della pandemia.
I mesi peggiori sono stati aprile, ai tempi dell’esplosione della prima ondata, quando si è arrivati a quota 295 decessi (in un mese) e, ancora peggio, il novembre scorso quando ci sono stati 332 “addii” in provincia, il 59% in più rispetto alla media dei cinque anni precedenti. Ma per tutto l’anno i “ritmi” sono stati superiori al passato.
A esaminare l’andamento comune per comune, tuttavia, emergono alcuni aspetti particolari. Carrara, con un incremento del 12,3%, è stata senz’altro meno colpita dai lutti rispetto a Massa (dove l’aumento è stato del 20,1%). Il dato più eclatante è quello di Comano, dove i decessi del 2020 sono stati il 52,8% in più rispetto al periodo precedente, ma nel computo delle 33 morti registrate (tante per un paese di poco più di 650 abitanti) rientrano probabilmente anche decessi avvenuti nelle Residenze assistite per anziani, numerose in quella zona. Molto alta, più del doppio della media provinciale, la percentuale di aumento dei decessi a Licciana Nardi: più 37,9%.
Ma non tutta la Lunigiana – che pure ha la popolazione più anziana del territorio (e quindi a più alto tasso di mortalità) e che è stata complessivamente tra le zone più colpite della provincia – ha visto crescere il numero dei decessi. A Tresana, ad esempio, c’è stata nel corso del 2020 una evidente flessione: 28 morti contro una media di 33,2% degli anni precedenti, che equivale a un meno 17,2%. Meno decessi anche a Zeri: 23 durante il 2020, 27,4 in media nel periodo antecedente, con un meno 16,1%; a Villafranca 6 morti in meno: pari a un meno 9,3%. Si tratta di numeri in controtendenza e in qualche se a veder bene si tratta di variazioni di poche unità. —
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