Italia
Cave e fosse demaniali, un anno per fare chiarezza
La questione sollevata dalla Fillea Cgil sulla “Polvaccio” di Franco Barattini Intanto il sito estrattivo è fermo da mesi e quattro operai sono costretti allo stop
Luca Barbieri
CARRARA. Cave e fosse demaniali, per l'iter per la sdemanializzazione ci vorrà un anno, al lavoro per una soluzione «transitoria» per cercare di accorciare le tempistiche e sciogliere il nodo legato all'attività lavorativa. Si riunirà nei prossimi giorni il tavolo tra l'Agenzia del demanio, gli uffici regionali (quello cave e quello del Genio civile e ambiente) e anche quelli del Municipio carrarese.
La tematica è quella esplosae dopo il caso sollevato dalla Fillea Cgil Massa Carrara sulla cava Polvaccio del gruppo Barattini, ferma da mesi, e che interessa 4 operai. Una vicenda, lo ricordiamo, quella su fossi e canali presenti nel sito estrattivo (e sulla loro competenza) peraltro già discussa nel 2012, come detto, con un documento tra piazza II Giugno e palazzo ducale su quelle «fosse demaniali (circa 79 denominazioni)», per cui, per «la semplificazione amministrativa dei procedimenti di autorizzazione all'escavazione e per la corretta gestione del territorio» si rendeva «necessario individuare e certificare in un unico documento la diversa fisionomia assunta dalle aree catastali identificate come fosse demaniali».
Così recitava la delibera di giunta con tanto di protocollo d'intesa tra i due enti, prima che la competenza passasse dalla Provincia alla Regione. Tutto, come sappiamo, rimane però fermo per anni, prima, a quanto sembra, dell'arrivo dei Piani attuativi dei bacini estrattivi (i Pabe, con la scheda 15 approvata a novembre scorso) che all'articolo 33 (quinto comma) disciplinano adesso quel «progetto di escavazione» che – nel caso «interessi elementi del reticolo regionale» o «del demanio idrico dello Stato» – anche «in proiezione il richiedente dovrà presentare istanza di concessione al settore regionale». Questo il background. Ebbene, archiviato il tavolo congiunto tra l'ufficio del governo del territorio e dell'ambiente, la riunione si è allargata prima all'agenzia del Demanio poi a palazzo civico. Una riunione su questioni molto tecniche alla quale ne seguiranno altre a stretto giro. «La sdemanializzazione di quei fossi come procedura, per quanto non semplice, esiste, però i tempi stimati dagli uffici sfiorano circa un anno come durata», parafrasa i “tecnicismi” emersi nei vari incontri l'assessore regionale Stefano Baccelli. La cosiddetta sdemanializzazione potrebbe finalmente mettere un punto fermo sulla questione, ma non prima di un anno, all'incirca. E nel frattempo? «La soluzione parallela, quella transitoria, non ha una risoluzione così semplice perché, come ho già detto più volte, non è normata e quindi l'iter è più complesso, anche per una deroga alla concessione. Ne discuteremo in un altro incontro prossimamente», chiosa l'assessore.
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