Toscana
I Paladini incalzano Sommariva contro l’ampliamento del porto
L’ipotesi dell’allargamento del piazzale Città di Massa non li ha convinti «I problemi si sono impennati dopo l’intervento nel 2002 in quel punto»
massa-carrara. La questione del porto di Marina di Carrara, e del suo ampliamento, rimane di quelle destinate a infiammare gli animi. Gli ultimi a intervenire, in ordine di tempo, sono i Paladini apuo-versiliesi che, pur raccogliendo l’invito del presidente dell’autorità portuale Mario Sommariva al dialogo, mettono dei paletti.
«Il dottor Sommariva, presidente dell’Autorità Portuale della Liguria Orientale ha lanciato l’idea di istituire un tavolo di studio sull’erosione e suppongo – dice Orietta Colacicco, presidente dei Paladini Apuoversiliesi – si riferisca specialmente alla erosione causata dal porto e a quella che potrebbe derivare dall’ampliamento del porto. Noi certo saremmo disponibili, anche se non siamo un’Istituzione con la “i” maiuscola, ma un’associazione che si occupa del problema da ventidue anni, grazie anche ai contributi di studiosi, scienziati ed esperti».
Nonostante le rassicurazioni sull’intervento da parte di Sommariva, l’associazione ambientalista pone delle questioni. «Da quanto leggiamo si tratta di un piano regolatore “minimal”, un ammodernamento, che non prevede alcun ampliamento, fatta eccezione però per l’allargamento del piazzale città di Massa e, ci risulta, l’allungamento della diga foranea. Nuove opere, potenzialmente capaci di portare ulteriore erosione. Il presidente Sommariva parla di studi che escludono questa possibilità. Ci piacerebbe consultarli e farli esaminare dai nostri esperti. Ricordo che già era stato approntato nel 2015 uno studio che ci aveva inviato l’allora presidente dell’Autorità Portuale, ingegner Francesco Messineo. Le prove secondo i nostri esperti non erano sufficienti e andammo a discuterne con il presidente della Toscana Enrico Rossi. Certo queste saranno altre e nuove prove, ma il bando del 2018 per le prove sugli effetti dell’erosione causabile da un possibile ampliamento fu vinto dalla stessa società olandese, che produsse proprio lo studio del 2015. Dire che le opere saranno contenute entro il perimetro portuale non ci rasserena, perché a preoccuparci è proprio l’ampliamento del piazzale città di Massa, considerando che l’erosione in atto, si impennò dal 2002, dopo i lavori di quest’opera, ulteriormente ampliata di 77.000 metri quadri nel 2013».
E ’è poi la questione del fiume Carrione e degli effetti sulla città di Carrara. «E il problema è ancora più grande – secondo Colacicco – perché si parla poco dell’ alluvione del Carrione del 2014 che portò disagi e danni agli abitanti di Marina, che temono un effetto tappo che l’ampliamento potrebbe comportare. Quanto alla sabbia che il porto riverserebbe verso la costa apuana è da capire di quanti metri cubi stiamo parlando. Anche ora, come per tutti i porti, c’è un’area di accumulo di sabbia, ma, come ha detto l’ex sindaco di Massa ingegner Pucci, si tratta di 20.000 metri cubi all’anno. Un po’ poco, perché per ripascere il disastro che tutti noi abbiamo sotto gli occhi bisogna parlare in termini di centinaia di migliaia di metri cubi».
«A sorpresa leggiamo anche che il progetto esiste nell’idea di massima, che dovrà essere approvato dal comune di Carrara, in contraddizione con il Dpss, secondo il quale, come è scritto a pagina 86, il piano regolatore potrebbe essere autorizzato dall’Autorità senza passare dal Comune, distinguendo le aree portuali da quelle di interazione porto-città. Qualcosa è cambiato? Meno male, il passaggio è importante», concludono. —
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