Il Tirreno

Il caso 

Massa, giù la palazzina in via delle Mura Nord. Ma i proprietari fanno causa al Comune

Chiara Sillicani
Massa, giù la palazzina in via delle Mura Nord. Ma i proprietari fanno causa al Comune

Nei prossimi giorni la demolizione per incolumità pubblica. I residenti: dovremmo pagarla noi, ma non abbiamo colpe

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Il dado è tratto, la decisione è presa, con tanto di ordinanza: la palazzina tra via Cavour e via Delle Mura Nord, sarà demolita. La ruspa è già al lavoro, sta ultimando le operazioni preliminari: martedì, mercoledì al più tardi, l’edificio non ci sarà più. E non ci saranno più le case e i fondi di chi in quello stabile abitava o lavorava.

I primi segnali di cedimento – per ripercorrere la vicenda – arrivano nella scorsa primavera: qualcuno si accorge di crepe nette sui muri, di porte e finestre che improvvisamente diventano troppo grandi, come se le altezze dei soffitti fossero cambiate, come se la casa si fosse fatta più piccola. Fino alle 22 e 30 del 27 maggio scorso quando Stefano Sanna dà l’allarme. Ha comprato un appartamento in quella palazzina, ha già fatto limare una volta il portoncino d’ingresso, eppure tocca nuovamente. Non chiude, come se fosse troppo alto. Avvisa i vigili del fuoco che, fatte le verifiche, decidono l’evacuazione, anche di atri due stabili. Chi vive negli altri due edifici presto rientra in casa, ma non chi abita nella palazzina tra le due strade. Iniziano gli accertamenti ed emerge che la via ha ceduto, è scivolata verso mare. Il Comune prova a tenerlo su quello stabile e lo picchetta, ma non c’è nulla da fare. Il rischio cedimento – valutano i tecnici – permane anche dopo l’intervento di ripristino eseguito sulla strada.

Scatta quindi un primo atto con cui il Comune richiede la messa in sicurezza o la demolizione. Interventi di portata enorme perché i proprietari riescano a realizzarli, tanto che adesso è il Comune a ordinare – e realizzare – la demolizione dell’immobile, per un costo complessivo di 160.000 euro. A confermare la decisione è Marco Guidi, assessore alle attività produttive: «Ci sono stati sopralluoghi congiunti dei nostri tecnici e di quelli dei proprietari. Da quei sopralluoghi è emerso che il collasso dell’edificio è irreversibile. Il Comune, quindi, a tutela della pubblica incolumità, dispone l’abbattimento dell’immobile. Sul posto è al lavoro la gru per gli interventi preliminari alla demolizione». È stato realizzato anche un bypass per assicurare la fornitura di gas alla via garantendo la massima sicurezza durante le operazioni di demolizione.

Addio alla casa, quindi, per sei proprietari. Proprietari che si sentono doppiamente lesi: hanno visto cedere la palazzina causa problemi alla strada e adesso – motivano la loro legale – si vedono pure costretti a far fronte alle spese della demolizione, senza alcuna garanzia. A fare il punto è proprio Francesca Gaggi, l’avvocata cui si sono rivolti quattro dei sei proprietari: «È vero – sintetizza – che demolisce il Comune, ma è altrettanto vero che i costi saranno poi addebitati ai proprietari che, senza alcuna colpa, sono già stati lesi dai danni alla palazzina causati dal cedimento della via». Proprio perché valutano di essere lesi, quegli stessi proprietari, nel gennaio scorso, hanno promosso un’azione civile contro il Comune, proprietario della strada ceduta. La prima udienza, di fronte al giudice Maddaleni, è fissata a fine aprile. Lo scopo è vedersi riconosciuto un risarcimento: «Ci saremmo aspettati una maggiore collaborazione a parte del Comune – prosegue l’avvocata – ci sono persone che hanno perso tutto. Non hanno casa e adesso devono farsi carico della demolizione». Senza dimenticare che se è vero che il diritto edificatorio dei proprietari rimane, è altrettanto vero che per concretizzarlo quel diritto servono soldi.

Stefano Sanna, nel maggio del 2020, aveva appena finito la ristrutturazione di casa. L’ha aggiustata, con tanto di mutuo, ma non ci ha mai abitato: «In quella casa ho lasciato il cuore, ho preso un mutuo per aggiustarla e adesso non ho alcuna garanzia, non ho una certezza. Il mio appartamento a giorni non ci sarà più, ho un mutuo sulle spalle, la banca, con la demolizione, perde il bene a garanzia e io mi chiedo che farò. Fortunatamente ho una famiglia che mi sta accanto e mi sostine in questo momento . Sento la mia vita ingessata. Ho 38 anni e il futuro bloccato». —



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