Italia
Un amore massese per la giovane Nada. Gabriele Manfredi è sulla Rai
«A otto anni mio padre mi fece fare il primo provino in teatro». E dell’ultima fatica dice: «Difficile per la pandemia ma bello»
mASSA. Uno dei protagonisti dell’attesissima fiction “La bambina che non voleva cantare” in onda mercoledì sera su Rai1, è il massese Gabriele Manfredi, 23 anni, che recitava nel ruolo del fidanzatino della cantante Nada nel biopic tratto dal suo libro “Il mio cuore umano”. Un film che, forse contrariamente a ciò che ci si aspettava, ha riguardato soltanto la prima parte della vita della famosa cantante (travagliata dalla malattia mentale della madre), fermando il racconto proprio al suo debutto appena quindicenne a Sanremo, dal quale è partito poi il grande successo artistico.
I numeri di 5.582.000 telespettatori e 23,15% di share decretano il successo di questo film Tv, il cui alto gradimento è riscontrato anche leggendo i commenti sui social. Gabriele Manfredi vive attualmente a Massa, dopo 14 anni passati ad Aulla per questioni lavorative del padre ed è proprio a lui che deve il suo ingresso nel mondo della recitazione: dal padre ha eredito la passione fortissima per il palcoscenico al punto di iniziare le sue prime esperienze recitative a soli 4 anni. Il padre Armando, parallelamente al normale lavoro, ha intrapreso una lunga carriera artistica nel campo del cabaret, con il gruppo Zitti e Mosca, fino ad aprire una propria agenzia teatrale.
«Spinto da mio padre, a 8 anni feci il mio primo provino presso il teatro Puccini di Firenze per “Il Piccolo Principe” della Compagnia teatrale Mannini-Dall'Orto dove fui subito preso – racconta Gabriele – e due anni dopo feci il musical “Pinocchio rock” che fece 3 rappresentazioni anche in Cina, invitati dall’Istituto della Cultura Italiana che celebrava quell’anno il libro di Pinocchio»
Nel 2008 Gabriele viene scelto ad interpretare Milo nel film Tv di Canale 5 “Il Mistero del Lago” di Marco Serafini, con Lorenzo Flaherty e Ana Caterina Morariu e partecipa ad una puntata de “Il Commissario Rex” con Enrico Lo Verso e Kaspar Capparoni. In seguito sempre con la compagnia Mannini-Dall'Orto debutta nel musical “Pinocchio Musical Rock" (nel quale recita, canta e balla la break dance) che lo ha portato come ospite anche a Domenica in con Pippo Baudo. Nel frattempo grazie all’amicizia del padre con l’autore Fabio Cristiani e il regista Fernando Petroli, a 15 anni Gabriele si è avvicinato alle commedie dialettali massesi, recitando tra l’altro ne “El Prufissurin” sulla vita di Giovanni Pascoli andato in scena al Teatro Guglielmi. Ha continuato la sua carriera artistica come doppiatore nel film di Spike Lee “Miracolo a Sant’Anna” e ne “L’uomo fiammifero” di Marco Chiarini, presentato nelle maggiori rassegne europee. Mentre proseguiva gli studi liceali, ha fatto una comparsa in “Letter to Juliet” di Gary Winick con Amanda Seyfried e Vanessa Redgrave e ha lavorato in Sketch Up per Disney Channel nel ruolo del DJ Manfro.
«Giunto alla maturità, con un diploma di liceo sportivo, mi sono chiesto cosa volessi davvero fare da grande perché ero ad un bivio: o andare all’università e prendere una strada che mi qualificasse professionalmente oppure dedicarmi a quello che già conoscevo e stavo imparando a fare. Scelsi di fare formazione attoriale e dedicarmi a questa professione. Mi sono diplomato all’Adda - Accademia d’Arte del dramma antico di Siracusa, una esperienza intensa ed appagante».
L’autunno scorso Gabriele ha superato il provino per la fiction sulla vita di Nada nella quale interpreta il fidanzatino Paride, la prima spalla che sostiene Nada nei momenti difficili: «Sono stati un mese e mezzo di riprese in piena pandemia. Per recitare in sicurezza tutti i giorni tutta la troupe si sottoponeva a tamponi rapidi ed è stato davvero complicato. E’ stato bello lavorare con attrici già affermate come Carolina Crescentini, ma anche emergenti e talentuose come Tecla Insolia. Comunque per me recitare è un’arte trasversale, che sia teatro, cinema o televisione, basta adattarsi ai ritmi».
Pur non consentendo la pandemia di fare progetti a lunga scadenza, Gabriele ha già le idee chiare per il futuro: «Abbiamo parlato con dei colleghi dell’Accademia di realizzare un festival teatrale e avremmo già individuato la location in una fortezza in Val di Susa. Speriamo di riuscirci». —
Daniela Marzano
© RIPRODUZIONE RISERVATA
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