Toscana
La mitilicoltura nei dipinti dell’artista Secco
lunigiana. E così fu. Attraverso il suo ultimo dipinto, l’artista Lidia Secco, ha immortalato l’ultimo pontile, un significativo simbolo di quello che è stato, fin dai tempi più antichi, il duro lavoro in mare dei “muscolai” (oggi, mitilicoltori).
Si tratta di palafitte o costruzioni in legno sul mare, che stanno lasciando il posto all’avanzare della portualità più moderna. Il lavoro della pittrice Lidia Secco non è passato inosservato, infatti la sua opera verrà esposta al pubblico, in modo permanente, resterà come testimonianza storica, e memoria degli ultimi pontili, presso il “museo della mitilicoltura” di Santa Teresa situato e visitabile all’interno del locale Stabulatore.
La grande realtà lavorativa della mitilicoltura, che impegna una cooperativa di 90 associati e 30 dipendenti. Alla cerimonia di consegna del dipinto, su tela con colori acrilici, avvenuta nei giorni scorsi, insieme all’artista, erano presenti Angelo Maioli, curatore e responsabile del Museo, Eugenio Borio, presidente dei mitilicoltori, Alessandra Borio, Antonio Giannino e Giuliano Guerri.
Prosegue così l’interessante percorso interiore della pittrice Lidia Secco, appassionata praticante di alpinismo lento, che con l’ associazione Mangia Trekking è sostenitrice dei valori delle tradizioni, della storia e della cultura dei territori. Da sempre impegnata a rappresentare i suggestivi spazi emozionali e silenziosi degli ambienti naturali ed incontaminati delle montagne, questa volta la pittrice, seguendo un percorso di cammino tra i Parchi delle sue terre, ha voluto raccontare l’avventura dei mitilicoltori, la loro fatica e l’orgoglio di vivere sul mare.
Intervistata sul suo prossimo lavoro, l’artista ha affermato che in occasione del settecentesimo della morte di Dante, la sua attenzione è stata richiamata da un altro importante evento, la fuga da Firenze ed il pellegrinaggio dei Cerchi fino alla Lunigiana “Ignota” . —
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