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Una Statua Stele sul monte Galletto eccezionale ritrovamento in Lunigiana

Riccardo Sordi
Una Statua Stele sul monte Galletto eccezionale ritrovamento in Lunigiana

Raffigura un volto di donna di cinquemila anni fa. A scoprirla Paolo Pigorini, mentre stava passeggiando con il padre

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Riccardo Sordi

pontremoli. Dalla terra della Lunigiana continuano a spuntare tesori inattesi. L’ultimo regalo è stata una testa di stele di eccezionale bellezza ritrovata nelle vicinanze del monte Galletto, altura nei pressi del centro cittadino di Pontremoli.

Si tratta di un reperto in ottimo stato di conservazione che è stato consegnato al Museo delle Statue Stele Lunigianesi, sabato 6 marzo, dal rinvenitore, Paolo Pigorini di Carrara, ma di origine pontremolesi. Un rinvenimento assolutamente casuale come racconta lo stesso Pigorini che stava facendo, qualche tempo fa, una passeggiata, con il padre Walter, salendo l’antica via acciottolata che, staccandosi dalla Francigena all’altezza della confluenza Magra-Verde (Pontremoli-San Lazzaro), sale a monte Galletto. Qui un contadino, mentre stava arando un campo a lato, aveva raccolto le pietre più grandi per accumularle nella sottostante mulattiera che è in totale abbandono. E in quel momento Pigorini, tra quelle rocce, ha notato qualcosa di strano «c’era un sasso strano a forma di fungo».

Incuriosito da quella “strana roccia” ancora indefinita, Pigorni decide quindi di raccoglierla e di portarla a casa. Dopo averla lavata e tolto i residui di terra è arrivato il primo sospetto che fosse qualcosa di più e diverso rispetto a uno “strano sasso” e pertanto, coinvolgendo i consiglieri comunali Jacopo Ferri e Massimo Lecchini, si è deciso di mostrarlo al direttore del Museo delle stele Angelo Ghiretti che lo ha riconosciuto come opera autentica dell’età del Rame, avvisando prontamente il funzionario di zona della Soprintendenza Marta Colombo e il sindaco di Pontremoli Lucia Baracchini.

Ghiretti si è mostrato molto colpito dalla raffinatezza del volto (archiviato con il nome di “Pontremoli Monte Galletto n. 85 del Corpus”) che presenta un viso femminile di quasi 5-000 anni fa, con tanto di magnifici orecchini perfettamente conservati. Nel volto a forma di “U” si evidenziano gli occhi “a pastiglia” , come nella testa della Stele della Verrucola o in quella da Caprio superiore, recentemente inserita nelle collezioni del Museo grazie al sostegno del Rotary Club Lunigiana. Quello che invece non stupisce è il sito di ritrovamento, sul quale dice Ghiretti essere stato più volte alla ricerca di stele perché, «all’imbocco della gola dell’Annunziata si trova l’attraversamento forzato per eccellenza della testata di valle, rammentando come molte altre stele provengano da analoghe posizioni, poste nelle vicinanze di guadi in cui si doveva per forza transitare. È il caso dei ritrovamenti di molte Statue Stele: Groppoli sul Geriòla, Talavorno sul Màngiola, Pontevecchio sul Bàrdine, Ponticello sul Càprio, Venelia IV sul Civìglia. Va però precisato – continua Ghiretti – che la pista antica non oltrepassava la gola (ciò avverrà frequentemente solo dopo la fondazione della SS. Annunziata nel XV secolo) ma risaliva il fianco Nord di monte Galletto per poi ridiscendere verso la bassa valle dopo aver intercettato sulla sella l’antica percorrenza proveniente da Arzengio. Proprio sulla sella del monte si deve immaginare che esistesse, quasi cinquemila anni fa, un allineamento di statue-stele (di cui l’ultima ritrovata sarebbe, con ogni probabilità, un frammento caduto nel campo sottostante), situazione che ricorda molto da vicino il Santuario di Minucciano col suo valico, cerniera naturale tra Lunigiana e Garfagnana». —

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