Italia
«Fondamentale potenziare l’ospedale di Fivizzano, lo dimostra l’emergenza»
Il Comitato in difesa del diritto alla salute propone un piano al sindaco Giannetti: pronto soccorso, anestesisti, sub intensiva e day surgery
FIVIZZANO. Un piano concreto e dettagliato per la salvaguardia dell’ospedale cittadino. È stato sottoposto all’attenzione del sindaco Gianluigi Giannetti dal rappresentante del Comitato in difesa del diritto alla salute Lunigiana, Gabriele Mazzoni.
«Questa proposta – ha spiegato Mazzoni– si concretizza grazie all’ascolto e al confronto con i medici specialisti, gli operatori sanitari e i cittadini, considerando prima di ogni altra cosa le esigenze, i disagi e le difficoltà che quotidianamente si trovano ad affrontare le persone che vivono nel territorio, il rispetto dei diritti fondamentali, la garanzia dei livelli essenziali di assistenza e il ruolo fondamentale, che a nostro avviso, le strutture periferiche potrebbero tornare a giocare, se ripensate, come importanti risorse e non in termini di riduzione dei costi da sostenere, come è avvenuto fino ad oggi. Il nostro comitato ha espresso ancora una volta piena collaborazione all’amministrazione comunale con l’unico obbiettivo di raggiungere risultati concreti per la sanità del nostro territorio».
Ed entrando nel merito del piano presentato dal Comitato, questi alcuni stralci. «In considerazione del momento storico che stiamo vivendo, crediamo sia opportuno non perdere l’occasione per una riorganizzazione e ottimizzazione del presidio di Fivizzano, che in questi anni ha subito un forte depotenziamento. In primo luogo – si legge– ci sentiamo di rimarcare che l’emergenza Covid ha ulteriormente evidenziato l’importanza dei piccoli ospedali, e in considerazione degli aiuti economici che arriveranno dall’Europa non possiamo perdere l’occasione, forse irripetibile per investire nuove risorse e dare finalmente un’organizzazione ottimale ai nostri ospedali e alla Azienda sanitaria tutta».
E si puntualizza: «Condividiamo l’idea di evitare strutture ospedaliere “doppione” a pochi chilometri di distanza e continueremo ad opporci allo spreco di spazi e di risorse. Il nostro territorio ha una situazione orografica particolare non per questo possiamo non garantire i servizi ai cittadini e i livelli essenziali di assistenza». Ed in primis viene chiesto «la presenza di un pronto soccorso in cui si possa adeguatamente e in sicurezza stabilizzare il paziente prima di un eventuale trasferimento in un Dea (Dipartimento emergenza-urgenza e accettazione). A questo viene aggiunto: «Non si può prescindere dalla presenza di un anestesista-rianimatore h 24 come da dieci anni ormai richiediamo ripetutamente; presenza di spazi adeguati con almeno 3 posti di astanteria; un locale attrezzato per terapia sub-intensiva».
Per il Comitato è poi importante «il miglioramento della rete di trasporti sanitari specie di emergenza con il potenziamento del servizio del 118 e per quanto riguarda l’attività chirurgica, riteniamo sia opportuno organizzare una vera e propria day-surgery plurispecialistica che decongestioni gli altri stabilimenti ospedalieri con il presupposto della riorganizzazione del blocco operatorio, con percorsi più snelli, sala accoglienza e post-operatoria».
Per la chirurgia ortopedica il Comitato suggerisce «con la presenza del centro riabilitativo Don Gnocchi il buon senso e la logica dell’ottimizzazione delle risorse, ci induce a proporre la creazione di un centro di protesizzazione ortopedica di eccellenza». E infine in un territorio così vasto Mazzoni propone che «i servizi ambulatoriali del presidio ospedaliero vadano riconsiderati e potenziati con tutte le specialità rese funzionanti». —
Marco Landini
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