Gioco
Pontremoli fa il tifo per il “suo” Irama tra i favoriti alla vittoria finale
Attualmente quinto per giuria demoscopica e orchestra E paga il prezzo di non essersi potuto esibire dal vivo
Riccardo Sordi
Pontremoli. Pontremoli si appresta a un sabato sera (che finirà in notte conoscendo la proverbiale lunghezza del festival) davanti al televisore per tifare Irama in gara al 71° Festival della canzone italiana con il brano “La genesi del tuo colore” .
Un affetto dovuto al fatto che Irama (nome d’arte di Filippo Maria Fanti) ha profondi legami con la città lunigianese in quanto entrambi i genitori (papà Marco e mamma Patrizia) sono nati a Pontremoli e qui risiedono ancora molti parenti tra cugini, zii e nonni. Non a caso nella “città del libro” si è seguito sempre con grande affetto e simpatia l’evoluzione della carriera del giovane cantautore (il cui nome d’arte, è l’anagramma del suo secondo nome e, allo stesso tempo, vuol dire “ritmo” in lingua malese”) divenuto famoso dopo la partecipazione ad Amici di Maria De Filippi che ha anche vinto nel 2018. Un’attenzione che del resto sembra giustificata dall’ottimo piazzamento, dopo le prime tre serate, con Irama che è quinto con la somma del voto della giuria demoscopica e dell’orchestra di Sanremo. Ma era addirittura sul podio la sera precedente, terzo dietro Ermal Meta e Annalisa, con il solo voto della giuria demoscopica formata da 300 persone.
Tutto questo nonostante il forte handicap di non potersi esibire dal vivo, con il “caso Irama” che è stato forse il vero e proprio “affaire” del 71° Sanremo. Infatti dopo la positività al Covid di due collaboratori del cantante da regolamento Irama (che è negativo) avrebbe dovuto ritirarsi e andare in quarantena. A salvare la situazione ci ha pensato lo stesso conduttore Amadeus che ha proposto di mandare in onda la registrazione delle prove dell’artista. Irama ha ringraziato e accettato la soluzione, anche se ovviamente è dispiaciuto per la mancata esibizione: «La prima cosa a cui pensare è la salute, spero stiano tutti bene. Da una parte sono riconoscente ad Amadeus, ma anche al mio management, alla Rai, ai colleghi, che mi hanno teso la mano. Dall’altra sono anche dispiaciuto perché ci tenevo molto a fare questa performance, c’è dietro un lavoro di mesi e di un intero team. Ci tenevo particolarmente a essere su quel palco». E del resto Irama non ha potuto esibirsi neanche in occasione della serata delle cover, quando ha portato Cirano di Francesco Guccini (posizionatosi poi al 13° posto). «Irama è in smart-working», ha detto Amadeus, cercando di raccontare con la leggerezza di una battuta una situazione complessa, di Covid-19 e potenziali contagi. Ma sia pure da “remoto” Pontremoli non vede l’ora stasera di tifare per Irama sperando in un buon piazzamento e chissà... magari anche in qualche cosa di più. —
Servizi pagine 16-17--18
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