Italia
Dopo la bancarotta i mezzi scomparsi nel nulla
Due imprenditori calabresi accusati per il fallimento della Escavazioni Apuane e Toscana Scavi. I macchinari presi in leasing
Libero Red Dolce
massa. Bancarotta fraudolenta e ricettazione, sullo sfondo del fallimento di due ditte la Escavazioni Apuane srl e la Toscana Scavi srl. A processo due imprenditori, entrambi calabresi: Giuseppe Ceravolo e Antonio Carullo. Le due società furono dichiarate fallite dal tribunale di Massa a distanza di pochi mesi l’una dall’altra: nell’aprile 2009 la Escavazioni Apuane, due mesi dopo, a giugno, la Toscana Scavi. Ma da quel momento un po’ di movimenti sospetti accesero ulteriormente i fari degli investigatori sui due imprenditori.
Su tutto il processo pende la mannaia della prescrizione. Sono passati 12 anni e dunque il rischio concreto che tutto si risolva con un nulla di fatto, senza riuscire ad accertare i fatti e le eventuali responsabilità, è più che concreto.
Insieme al fallimento, con le due società, svaniscono una serie di macchinari non proprio poco ingombranti. E che, secondo l’accusa, i due imprenditori indebitamente avrebbero sottratto da alcune società che li avevano dati loro in leasing per svolgere dei lavori.
Intanto c’è l’accusa della distrazione di un’automobile e di un autocarro Fiat, entrambi di proprietà della fallita Toscana Scavi. Entrambi facenti parte del patrimonio sociale dell’azienda fallita.
Ma poi ci sono i mezzi che furono presi in leasing e poi, secondo la procura, indebitamente sottratti. Le società sono diverse: la Sardaleasing con un mezzo, due dalla Daymlerchrisler, altri cinque dalla Italease network, uno dall’Italeasing, tre dall’Unicredit Leasing.
I mezzi sono di vario tipo. Si tratta escavatori cingolati, trattori per semirimorchio, semirimorchi e pale gommate.
Per l’accusa i due soci avrebbero distrutto o occultato i libri e le altre scritture contabili della società a discapito dei creditori della società, rendendo impossibile la ricostruzione del patrimonio e degli affari che erano stati fatti.
Si tratta di più fatti di bancarotta e con il danno ulteriore alle società che avevano ceduto i macchinari in leasing dell’appropriazione indebita.
Per Ceravolo c’è da rispondere anche del delitto di ricettazione. Avrebbe ricevuto, o comprato, dal Pubblico registro automobilistico di Salerno, sei certificati di proprietà in bianco assegnati a quell’ufficio provinciale.
Che cosa ne avrebbe fatto? Secondo l’accusa Ceravolo li avrebbe contraffatti per riuscire a ottenere definitivamente una serie di mezzi che erano utilizzati in leasing dalla Toscana Scavi.
Sono fatti che secondo la procura sarebbero accaduti tra il 2008 e il settembre del 2009.
E poi ci sono i ben 21 mezzi fatti sparire come amministratori della Escavazioni Apuane. Si tratta di un escavatore Caterpillar, sei mercedes Actros, sette semirimorchi Tecnokar, due semirimorchi Minerva, una pala gommata, una Mercedes Benz, un frantumatore Minerva, una Volvo Fm12. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google