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Controlli e burocrazia frenano Il primo stop già l’anno scorso

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massa carrara. Già ai tempi del primo lockdown i lavoratori dell’artigianato hanno avuto problemi a ricevere le indennità di cassa integrazione. Problema risolto a fine novembre quando un decreto del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali trasferisce al Fondo di Solidarietà Bilaterale dell’Artigianato (Fsba) le risorse per procedere al pagamento delle mensilità di luglio, agosto e settembre della Cassa ai lavoratori delle imprese artigiane. «Finalmente sono in arrivo le risorse stanziate con il Decreto di agosto – aveva dichiarato Mario Catalini, presidente dell’Ebret – entro pochi giorni il Fondo nazionale potrà così completare i pagamenti. I lavoratori delle imprese artigiane aspettano da troppo tempo la cassa integrazione, finalmente possiamo dare una risposta a tanti lavoratori e lavoratrici toscani. Parliamo di oltre 20.000 lavoratori e circa 5.000 imprese, numeri importanti per la nostra regione». Ora, il problema si è riproposto: i dipendenti delle imprese artigiane sono in attesa di vedersi versare le indennità di Cassa integrazione da ottobre oggi, per molti di lor si tratta dell’unica fonte di reddito.

Tra le ragioni del ritardo nei pagamenti, ha detto Gianluca Volpi, direttore dell’ Ebret l’Ente bilaterale dell’artigianato toscano che ha il compito di autorizzare le pratiche per l’erogazione della cassa integrazione, ci sono anche i controlli. «Le tempistiche – spiega sono estremamente rallentate anche perché è stato deciso di effettuare un controllo preventivo da parte della Corte dei Conti su queste erogazioni. Un controllo è doveroso, ma che in tempo di Covid si scelga di farlo preventivo e non a posteriori (cioè dopo l’erogazione) ci pare una scelta ben poco coerente. Ricordiamo che ci sono famiglie che hanno difficoltà ad arrivare a fine mese». —

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