Il Tirreno

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Albianesi contro la ditta Costa: il Consiglio di Stato rinvia la sentenza

C.F.

Ancora aperto il procedimento giudiziario legato a un ricorso al Tar presentato nel 2015 dai cittadini e oggi superato dalle autorizzazioni Via e Aia

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aulla. I tempi dello scontro fra cittadini albianesi e ditta Costa sono ormai lontani. Ma i tempi della giustizia sono diversi e resta ancora senza una sentenza definitiva il ricorso presentato nel 2015 da un nutrito gruppo di albianesi (Alessandra Bocchia, Elena Peroni, Walter Moretti, Maria Rosa Rosini, Daniele Moretti, Renato Zavani, Barbara Peroni, Maria Iose Mannoni, Mario Ferrari, Silvio Battistini, Rita Peroni, Francesca Moretti, Maurizio Simonini, Angelo Moretti, Antonio Simonini, Dora Arfanotti, Ivo Giovannini, Emilio Moretti, Maria Rosa Bonatti, Marcella Orsi, Umberto Calzolari, Faustino Pierini, Jyothi Giovannini, Stefano Bellani, Enzo Bocchia, Fabrizia Allori, Anna Maria Anderis, Marco Brusegan, Alberto Pucciarelli, Patrizia Baruzzo, Roberto Nosei, Quinto Pontecorvi, Eolo Dagnino, Alessandra Montani, Paolo Scaletti, Diana Cuffini, Gianfranco Peroni, Lino Giulio Peroni, Eleonora Nobili, Andrea Pieri, Umberto Pieri, Adele Luana Peroni i firmatati ), rappresentati dagli avvocati Giorgio Conti e Marco Selvaggi contro la Costa Mauro Sas. Si tratta del ricorso al Tar relativo alle autorizzazioni a quel tempo concesse all’azienda per il trattamento di alcune tipologie di rifiuti e per l’emissione di cattivi odori.

I Tar respinse il ricorso dei cittadini, i quali fecero appello, rivolgendosi al Consiglio di Stato. E ora, con un dispositivo pubblicato ieri, il Consiglio di Stato si esprime su quella vicenda, ormai superata dai fatti, lo si evince dalla lettura del dispositivo dei giudici e lo sostiene Silvia Costa, la giovane imprenditrice ora alla guida dell’azienda. Nel frattempo, infatti, la ditta Costa ha ottenuto la Via, Valutazione di impatto ambientale ( contro cui non c’è stata opposizione) e l’Aia, Autorizzazione ambientale integrata. Ma quel contenzioso sulla compatibilità ambientale dell’impianto resta ancora da essere risolto anche sul piano giudiziario. Sì, perchè il Consiglio di Stato ha riformato la sentenza del Tar nella parte in cui ha dichiarato l’improcedibilità del ricorso di primo grado, mentre ha dichiarato improcedibile “per sopravvenuta carenza d’interesse” l’appello incidentale. In conclusione: ci sarà una nuova udienza, fissata dai giudici per il 23 settembre prossimo, che servirà a dirimere la questione e a pronunciare la sentenza definitiva. —C.F.

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