Gioco
La banda del buco assalta le poste portati via 30mila euro a Caniparola
I ladri hanno praticato un foro nella parete di un fondo sfitto attiguo all’ufficio, che ora resterà chiuso almeno 20 giorni
Tiziana Gori
FOSDINOVO. Prima mossa: tagliare i collegamenti degli impianti di sorveglianza. Seconda, camminare sino al fondo sfitto attiguo alle poste di Caniparola e buttare giù un pezzo di parete.
Una vera e propria “banda del buco” quella che nella notte tra venerdì e sabato ha messo a segno un colpo da 30mila euro (ma sono in corso accertamenti, potrebbero essere di più) nell’ufficio postale del paese. Lasciando Caniparola senza poste per almeno venti giorni. Ci sono danni strutturali evidenti da ripristinare. Non importanti come quelli che costrinsero l’ufficio a restare chiuso per tre mesi lo scorso anno, ma comunque ingenti.
Complice la penuria di abitazioni nelle vicinanze la banda ha agito indisturbata. È una zona prevalentemente commerciale quella di viale Malaspina dove si trova l’ufficio postale di Caniparola. Il colpo era stato studiato nei dettagli. I ladri sapevano del fondo sfitto e della possibilità di arrivarvi facilmente, ma prima dovevano “disinnescare” il pericolo costituito dalle telecamere interne ed esterne alle poste. Una volta fatto questo, con arnesi da muratore, hanno fatto un buco nel muro e sono entrati nelle stanze sul retro.
Si sono diretti verso la cassaforte, aperta con un flessibile, e hanno arraffato i soldi. Almeno 30mila euro. Poi sono fuggiti. Ad accorgersi del colpo, ieri mattina, è stata la direttrice Valeria Babbini, arrivata al lavoro intorno alle otto. C’era odore di bruciato, nell’aria. E ha capito subito che qualcosa non andava. Una volta recatasi nella stanza della cassaforte l’ha trovata svaligiata. Immediato l’allarme alle forze dell’ordine. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della Stazione di Fosdinovo e il Nucleo operativo di Carrara. L’ufficio postale è rimasto chiuso, mentre la presenza delle auto dei militari faceva capire ai commercianti intorno cos’era successo. .
Esattamente un anno fa lo stesso ufficio era stato preso di mira dalla banda del bancomat (i cui componenti sono stati arrestati a giugno dai carabinieri di Treviso), che aveva fatto esplodere l’erogatore Atm all’esterno per poi dileguarsi con 20mila euro. L’ufficio aveva riaperto dopo tre mesi. In questo caso i tempi saranno minori, ma il disagio non manca. Anche per le attività commerciali limitrofe (una panetteria, una cartoleria, un’edicola...) che grazie al flusso di clienti delle poste riescono a conteggiare qualche incasso in più a fine giornata.
«Non meno di venti giorni, direi – commenta Roberto Onesti, sindacalista della Cgil Poste – hanno spaccato il muro, asportato il sistema di videosorveglianza. Un po’di lavori sono da fare...»
«L’ufficio di Caniparola – commenta la sindaca Camilla Bianchi, – è un servizio importante per Fosdinovo e spero che la comunità non debba patire un disagio simile a quello dello scorso anno. È di fatto l’ufficio più grande nel comune. Purtroppo la posizione, ad appena un centinaio di metri dall’Aurelia, con parcheggi nelle vicinanze, lo rendono “appetibile” ai malviventi. Accanto poi, ci sono soprattutto attività commerciali e qualche sfondo sfitto». Particolari che la banda conosceva bene. —
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