Attenzione
Morto travolto da un’auto il “re della carbonara di mare”
Sergio Merlini, 72 anni, aveva aperto in Darsena la trattoria Il Gabbiano La moglie: «La nostra una famiglia molto unita: in un istante è finito tutto»
Luca Basile
marina di pietrasanta. Amava profondamente la sua famiglia, Sergio Merlini, morto giovedì scorso, all’età di 72 anni, a causa di un incidente. L’impatto fra la bici con cui si stava godendo una pedalata sul lungomare di Fiumetto e un’auto (alla cui guida, come scriviamo a fianco, era una conducente di Massa), nonostante ogni tentativo per rianimarlo, è stato fatale per Sergio, originario di San Benedetto del Tronto, ma versiliese, nel cuore, da sempre.
Amava la sua famiglia, Sergio Merlini e amava il mare e come tutti coloro che non possono stare un giorno senza osservare il divenire eterno delle onde, usciva dalla sua casa di Focette per fare un salto “là’”, verso la spiaggia, fra salmastro e silenzi. Come due giorni fa. Come mille altre volte prima. «Sergio era nato a San Benedetto, ma poi ha vissuto a lungo a Viareggio e a Viareggio in Versilia siamo tornati 22 anni fa, lasciando Milano, dove abitavamo ed eravamo proprietari di un ristorante, per comprare casa a Focette. Una scelta di vita, condivisa con le nostre figlie Simona e Samanta e con le loro rispettive famiglie. Del resto al mare non puoi dire di no». Sono parole ovviamente dolorose, che fanno male anche a chi le ascolta, quelle della moglie Stefania, ma sono sempre parole che bene raccontano Sergio Merlini. «Una persona perbene, sensibile, educata e rispettosa degli altri. Un amico», così lo ricorda Massimiliano Simoni. «E in questa grande casa di Focette e in Versilia la nostra famiglia si è poi allargata: la gioia di Sergio erano i suoi tre nipoti. Condivideva con loro ogni momento possibile: ha sempre messo appunto la sua famiglia al centro di ogni pensiero, di ogni progetto. Ha fatto tutto per noi, come tanti meravigliosi genitori e mariti», aggiunge Stefania.
È un progetto sicuramente vincente è stata la trattoria Il Gabbiano in via Coppino a Viareggio dove Sergio, la moglie Stefania e la figlia Simona insieme al resto della famiglia - mentre Samanta fa la fisioterapista - hanno portato in dote un estro culinario particolarmente apprezzato e con un piatto, la carbonara di mare, fra i più ricercati e apprezzati del litorale. «Con il Covid - continua la moglie - abbiamo ovviamente rallentato l’attività anche perché avevamo deciso di lasciare il ristorante a nostra figlia: nonostante questo eravamo sempre presenti, perché il ristorante rappresenta molto per tutti noi. Nel tempo libero Sergio prendeva la sua bici e andava verso il mare, ma non era affatto un ciclista: fra l’altro d’estate, preferiva muoversi in macchina proprio perché non voleva correre rischi. Era molto prudente. E adesso è tutto finito, lui non c’è più: siamo in attesa che ci facciano sapere quando possiamo riaverlo per abbracciarlo ancora una volta. Per fissare i funerali. Sergio era un uomo felice. La nostra è sempre stata una famiglia molto unita. È bastato un attimo. Un solo attimo per portarci via il suo amore». —
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