Il Tirreno

l’emergenza coronavirus 

Una silenziosa catena umana per la salvezza del commercio

Daniela Marzano
Una silenziosa catena umana per la salvezza del commercio

Confesercenti e Confcommercio scendono in piazza in tutta la Toscana Chiedono di poter riaprire in sicurezza, vaccinazioni agli esercenti e più indennizzi

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massa carrara. Il comparto alberghiero giù del 50-60% quello dei viaggi addirittura del 70%: le chiusure dovute alla pandemia hanno distrutto l’economia delle vacanze (e del commercio ad essa collegato). Nasce da qui la giornata di mobilitazione organizzata da Confcommercio di Lucca e Massa Carrara e Confesercenti Toscana Nord (sezioni di Lucca e Massa Carrara). “Salute e Lavoro possono convivere Salviamo le imprese” è il titolo della manifestazione, che vede fianco a fianco le due associazioni di categoria. Una giornata di protesta e sensibilizzazione che si svolgerà parallelamente in tutte le principali piazze della Toscana lunedì 1 marzo e riguardo al nostro comprensorio, a partire dalle ore 11 in piazza Napoleone a Lucca, in piazza Mazzini a Viareggio e piazza Aranci a Massa. I partecipanti formeranno una lunga, immobile e silenziosa “catena umana”, indossando cartelli esplicativi a testimonianza di come e quanto le loro attività siano compromesse dalla pandemia ed interconnesse tra loro nella crisi. Parteciperanno gli imprenditori di tutti i settori, con l’invito ad estendere la partecipazione il più possibile a tutti “per essere in tanti nel sollevare questo grido di aiuto e richiesta di attenzione”. Al termine una delegazione di imprenditori consegnerà ai prefetti di Lucca e Massa Carrara (in quanto rappresentanti dello Stato), un documento di sintesi che riepiloga la gravità della situazione e le richieste per cercare di contenerne gli effetti.

Il decalogo delle loro richieste comprende: immediati ristori parametrati sulla perdita di fatturato, la riapertura immediata in sicurezza di tutte le attività chiuse, una moratoria fiscale per l’anno 2021, la proroga della cassa integrazione fino al 31 dicembre, la rimodulazione delle locazioni commerciali e blocco degli sfratti, il taglio del cuneo fiscale che grava sulle imprese, la creazione di un piano di “ripartenza” per il terziario, la vaccinazione immediata di tutti gli esercenti a stretto contatto con il pubblico, il pagamento immediato di tutti i bonus, indennizzi e ristori sospesi, un passaporto europeo per gli spostamenti nell’Unione Europea. A spiegare in conferenza la motivazione di queste richieste erano Rodolfo Pasquini (presidente Confcommercio – Province di Lucca e Massa Carrara), la direttrice di Confcommercio Sara Giovannini, Alessio Lucarotti (presidente Confesercenti Toscana Nord), Adriano Rapaioli e Daniele Benvenuti della Confesercenti rispettivamente di Massa e Lucca.

«A un anno dal lockdown, con continui cambiamenti di colore e di rotta all’ultimo momento come a San Valentino – afferma Pasquini – la categoria necessita di regole certe per consentire una adeguata programmazione del lavoro. Anche se siamo disponibili a rivedere ulteriori regole, le nostre attività hanno bisogno di lavorare e hanno investito già parecchi soldi per mettersi a norma con la sicurezza».

«Pur dovendo attendere il primo trimestre per avere un bilancio ufficiale – dice Lucarotti – si parla di una perdita di oltre 5 miliardi di euro, in percentuale variabile nei vari settori, da quello dei viaggi (70%), all’alberghiero e convegnistica (50-60%), fino a quello della moda e calzature che ancora subiva gli strascichi della crisi del 2008. C’è un mondo sommerso da salvaguardare come le palestre, le piscine, il mondo della cultura che ad oggi non hanno prospettive».

Per Pasquini a fine pandemia il 20-30% delle partite Iva sarà sparito e Rapaioli concorda, riportando i dati di Infocamere che riportano nella nostra provincia una alta percentuale delle attività di ristorazione e commercio già cessate. —

Daniela Marzano

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