Il Tirreno

«Porto ampliato alluvioni assicurate» Il no di Italia Nostra

Gli ambientalisti della “Luigi Biso” contro ogni ipotesi di allargamento dello scalo 

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Torna sulla questione del porto e dell’erosione la sezione apuo-lunense di Italia Nostra. Lo fa per ribadire una convinzione: «Da più di 60 anni, ormai, si studia una soluzione in grado di conciliare il porto con l'erosione della costa: non la si trova, semplicemente perché non esiste», scrive Emanuela Biso a nome dell’associazione .

«Dove c'è un corpo rigido in corrispondenza di una costa aperta e sabbiosa e soggetta a continui dragaggi per realizzare il canale d'ingresso alle navi, non potrà mai esserci una costa sabbiosa in equilibrio, ripete da sempre il nostro geologo Giancarlo Caniparoli. Cosa più grave, che si tende a nascondere, sebbene gli effetti siano evidenti e addirittura più catastrofici dell'erosione costiera stessa, è il fatto che le opere alla foce del Carrione sono la causa primaria delle alluvioni di Marina di Carrara. Chi è convinto che si possa ampliare il porto senza esporre il territorio ai frequenti allagamenti e alluvioni, dovrebbe produrre garanzie reali: ad esempio, polizze fidejussorie bancarie, postume per almeno 20 anni, di istituti primari e internazionali, corrispondenti al valore dell'intero patrimonio immobiliare di Marina di Carrara. Chiacchiere, studi, modelli e numeri smentiti dai fatti non sono garanzie. E i costosissimi studi da chi sono finanziati? Da chi saranno scelti i “luminari” per certificare la bontà di detti studi? Saranno in grado i professionisti incaricati di produrre studi sia sull’erosione correlata con la dinamica evolutiva degli equilibri ambientali, sia sulla dinamica evolutiva dell’intero bacino idrografico del Carrione, validi anche nel lungo periodo? Chi sarà in grado di garantire l’obiettività di eusti studi, in assenza di interferenze politiche e di interessi economici di parte?»

Italia Nostra parla poi degli effetti negativi in termini di incremento di emissione di CO2 e di rumore correlati alle azioni strategiche di potenziamento del porto e cita poi un passaggio del Documento di indirizzi ai fini della sottoscrizione dell' intesa tra Mit, Regioni Liguria e Toscana che recita: “Con riferimento alla futura espansione dovranno essere redatte le analisi specialistiche volte ad accertare gli eventuali effetti negativi in ordine all’erosione costiera del litorale apuo-versiliese dovuti alla previsione delle nuove opere marittime, in particolare dell’ allungamento della diga foranea di sopraflutto”. «Esiste questo studio – si domanda l’associazione – e se sì, perché non è reso pubblico? A oggi, è un dato di fatto che non ci sia una parola definitiva, scientificamente fondata, sulla irresponsabilità negli eventi alluvionali delle opere portuali eseguite negli ultimi anni; per questo, è ancora più irresponsabile non valutare il rischio idrogeologico di nuove costruzioni. Avvilente è dunque la posizione del sindaco a difesa dell’ampliamento del portoRicordiamo al sindaco che, tra i suoi compiti, c’è quello di tutelare la salute dei suoi cittadini. Se è in possesso di documenti del nuovo Prp che certificano che l’ampliamento non farà correre alcun rischio all’abitato di Marina Est, li renda pubblici. Sia coerente con i valori di trasparenza e di partecipazione propri del M5S». —

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